Pietre sui binari prima dell’arrivo del Frecciarossa, 20enne va ai domiciliari: “Profondamente pentito”

“Sono profondamente pentito” lo ha dichiarato il ventenne imolese beccato martedì scorso mentre piazzava pietre sui binari prima dell’arrivo di un treno Frecciarossa all’altezza di Castel San Pietro Terme, nella città metropolitana di Bologna. Durante l’interrogatorio di garanzia, il giovane, incensurato, ha ammesso tutte le sue colpe rispondendo alle domande del Gip ma negando ogni coinvolgimento con precedenti sabotaggi all’infrastruttura ferroviaria e legami con gruppi politici o estremisti, ipotesi che era stata avanzata in un primo momento.
Il giudice per le indagini preliminari ha quindi convalidato l’arresto del 20enne, che era stato eseguito dai carabinieri nel pomeriggio del 17 febbraio, disponendo per lui la custodia cautelare ai domiciliari. “Ha fatto questo gesto di cui è profondamente pentito. Non era sua intenzione provocare dei disastri" ha spiegato il suo legale all'Adnkronos al termine dell’interrogatorio in carcere, rivelando: “"Ha confessato i fatti e ha escluso ogni connotazione politica nel suo gesto, ha escluso ogni collegamento con gruppi di estrema sinistra o anarchici o antagonisti”.
Il ragazzo era stato bloccato nel tardo pomeriggio di martedì da una pattuglia di carabinieri che era intervenuta dopo una segnalazione per persona sospetta sulla linea ferroviaria Ancona – Piacenza che attraversa il territorio di Castel San Pietro, tra Bologna e Imola. Il ventenne era stato visto accovacciato sui binari poco prima del passaggio del Treno Regionale Veloce 17510, partito dalla Stazione di Imola e diretto a Bologna, che è stato poi costretto a fermarsi per controlli dopo l’impatto con alcune pietre, bloccando la linea ferroviaria con ritardi di oltre mezz'ora.
All’arrivo dei militari, era ancora intento a piazzare altre pietre su un altro tratto di binari dove poco dopo sarebbe dovuto passare un Frecciarossa. Il giovane ha cercato di dileguarsi a bordo di una bicicletta ma è stato immediatamente bloccato dalla pattuglia. "Sono stati due momenti separati. Nel primo momento è stato posizionato un primo sasso, è passato un treno e l'ha spaccato in due. Poi il posizionamento di altri sassi” ha confermato l’avvocato.
Le indagini a carico del giovane comunque proseguono per capire la vera matrice dei sabotaggi e per stabilire se effettivamente non vi siano collegamenti con gruppi o altre persone. Per questo a suo carico è scattato anche il sequestro dei dispositivi elettronici che saranno analizzati in cerca di prove.