Potrebbe essere stato un bullone che ha spaccato il casco e raggiunto la testa a causare la morte di Gianfranco Bellini, 54 anni, padre di tre figli. Il finanziare ieri si stava recando a lavoro nella sede del comando provinciale delle Fiamme Gialle, quando all'improvviso percorrendo l'asse attrezzato, sulla sopraelevata che conduce al porto, ha perso il controllo della sua moto, una Suzuki R 600, finendo a terra e poi con tutto il corpo contro il guardrail.

Stando a quanto accertato finora a non lasciare scampo all'uomo è stato un bullone sporgente sotto il guardrail che gli ha spaccato il casco, causandogli una gravissima lesione al cranio rivelatasi letale. Il pubblico ministero Rosangela Di Stefano ha già disposto l'autopsia, in programma nelle prossime ore. Si vuole capire cosa sia successo e se effettivamente, come tutto lascia credere, quel bullone filettato sporgente possa aver determinato il decesso. Sul casco sarebbe evidente la presenza di un buco. Di bulloni come quelli, sotto quel guardrail, ve ne erano altri tre. Una tragedia che ripropone più che mai il problema della sicurezza dell'asse attrezzato di Pescara, dove gli incidenti sono diventati all'ordine del giorno.