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Covid 19
13 Agosto 2022
14:38

Per i non vaccinati la mortalità è 6 volte più alta rispetto a chi ha fatto la terza dose Covid

Lo rileva il report esteso dell’Istituto superiore di sanità, che accompagna il monitoraggio settimanale sul Covid.
A cura di Biagio Chiariello
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Per chi non ha fatto il vaccino la mortalità è 6 volte più alta rispetto a chi ha completato il ciclo di immunizzazione contro il Covid con dose booster. Lo rileva il report esteso dell’Istituto superiore di sanità, che accompagna il monitoraggio settimanale sul Covid.

Nello specifico viene evidenziato come il tasso di mortalità relativo alla popolazione sopra 12 anni (nel periodo 17/06/2022-17/07/2022) per i non vaccinati risulti circa tre volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni e circa sei volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva-booster.

L'efficacia del vaccino nel periodo di prevalenza Omicron (a partire dal 3 gennaio 2022) nel prevenire casi di malattia severa è pari all'84% nei soggetti vaccinati con la dose booster; di 65% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 67% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni e 69% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni.

L'efficacia del vaccino nel prevenire invece la diagnosi di infezione da SarsCoV2 è pari al 34% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 25% tra i 91 e 120 giorni, 44% oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 46% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster.

Il tasso di ricoveri in terapia intensiva, sempre nello stesso periodo, rileva il report esteso, per i non vaccinati risulta più del doppio rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno 120 giorni e circa quattro volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster.

Risulta invece in leggera crescita , dopo tre settimane, la percentuale di casi di Covid-19 tra gli operatori sanitari (2,1% contro 1,9%). Il tasso di incidenza a 7 giorni dei casi di Covid-19 è però in calo in tutte le fasce di età e risulta compreso fra i 250 e 1.000 casi per 100.000 abitanti. Nella fascia di età 50-59 anni si registra la più marcata diminuzione del tasso di incidenza. Il tasso di incidenza a 7 giorni più elevato si registra invece nelle fasce di età 70-79 (516 casi per 100.000) e 60-69 anni (506 casi per 100.000); mentre nella fascia 0-9 si registra il valore più basso, 296 per 100.000.

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