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Conflitto in Ucraina
2 Ottobre 2022
13:04

Papa Francesco si rivolge direttamente a Putin e Zelensky: “Solo così si può fermare la guerra”

“La guerra in sé stessa è un errore e un orrore” ha dichiartao papa Francesco all’Angelus rvogendosi direttanente.
A cura di Antonio Palma
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“Per favore, facciamo respirare alle giovani generazioni l’aria santa della pace, non quella inquinata della guerra, che è una pazzia!” così Papa Francesco ha parlato oggi dalla finestra di Piazza San Pietro, decidendo di dedicare l’intera riflessione prima dell’Angelus alle distruzioni e agli orrori della guerra in Ucraina.

“Questa terribile e inconcepibile ferita dell’umanità, anziché rimarginarsi, continua a sanguinare sempre di più, rischiando di allargarsi. È assurdo che l’umanità si trova nuovamente davanti alla minaccia atomica” ha scandito il Pontefice.

“È angosciante che il mondo stia imparando la geografia dell’Ucraina attraverso nomi come Bucha, Irpin, Mariupol, Izium, Zaporizhzhia e altre località, che sono diventate luoghi di sofferenze e paure indescrivibili. Mi affliggono i fiumi di sangue e di lacrime versati in questi mesi. Mi addolorano le migliaia di vittime, in particolare tra i bambini, e le tante distruzioni. Certe azioni non possono mai essere giustificate, mai!" ha proseguito Bergoglio nel suo intervento davanti ai fedeli arrivati in Vaticano.

L’obiettivo delle sue parole però questa volta non erano i fedeli ma i due presidenti di Russia,Vladimir Putin, e Ucraina,Volodymyr Zelensky, a cui Papa Francesco si è rivolto direttamente, indicano quella che per lui è l’unica via fermare la guerra.

"Il mio appello si rivolge innanzitutto al Presidente della Federazione Russa, supplicandolo di fermare questa spirale di violenza e di morte, anche per amore del suo popolo. D’altra parte, addolorato per l’immane sofferenza della popolazione ucraina a seguito dell’aggressione subita, dirigo un altrettanto fiducioso appello al Presidente dell’Ucraina ad essere aperto a serie proposte di pace” ha detto Bergoglio.

Il pontefice non ha mancato un richiamo ai leader mondiali chiedendo “con insistenza di fare tutto quello che è nelle loro possibilità per porre fine alla guerra in corso, senza lasciarsi coinvolgere in pericolose escalation”.

"Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo una distruzione?" si è chiesto Francesco. “In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate il fuoco. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste, stabili. E tali saranno se fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, nonché della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni”.

"Dopo sette mesi di ostilità, si faccia ricorso a tutti gli strumenti diplomatici, anche quelli finora eventualmente non utilizzati, per far finire questa immane tragedia. La guerra in sé stessa è un errore e un orrore”, ha concluso il Papa

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