La Procura di Bari ha concluso le indagini sulla morte della 31enne di Polignano a Mare Paola Manchisi, deceduta il 6 gennaio 2018, ipotizzando il reato di abbandono di persona incapace aggravato dalla morte a carico dei genitori e del fratello della donna.

Il pubblico ministero Bruna Manganelli ritiene che i tre indagati, "in qualità di garanti della salute, della vita e dell'incolumità personale" della figlia e sorella, "in violazione dei doveri di cura e di custodia della persona loro imposti dalla qualità di garanti", abbiano "abbandonato la giovane Paola, incapace di provvedere a se stessa" a causa di una serie di patologie aggravate dalla malnutrizione.

Sempre secondo l'accusa i genitori e il fratello di Paola Manchisi hanno "omesso di mettere in atto qualsivoglia condotta idonea a che la persona offesa ricevesse cure mediche, rifiutando in più occasioni tanto l'assistenza medica che quella psichiatrica in favore della medesima"; hanno inoltre "consentito che vivesse in pessime condizioni igieniche", lasciando "che la stessa non si alimentasse, tanto da pensare 38 chili e, con tali condotte omissive, ne cagionavano la morte".

Della vicenda della donna si era occupata anche la trasmissione Chi L'Ha Visto. Gli autori vollero vederci chiaro dopo una segnalazione di una ex compagna di scuola di Manchisi e mandarono a Polignano a Mare un inviato a chiedere informazioni ai parenti e ai vicini di casa. "Paola sta bene, vi hanno dato un'informazione sbagliata. Esce quando è necessario uscire. Con gli amici si sentono per telefono", aveva detto la madre della ragazza all'inviato. La verità era però ben diversa: Paola Manchisi infatti viveva in condizioni di totale abbandono e non usciva da quell'abitazione da quattordici anni. Dopo la morte i medici le riscontrarono una grave flebite e larve su tutto il corpo dovute alle pessime condizioni igieniche in cui era stata costretta a sopravvivere