Il titolare di un’agenzia di modelle, Salvatore Luca Longo, è stato arrestato con l’accusa di violenze sessuali, atti persecutori, molestie e minacce. A subire le molestie e le violenze erano le modelle che lavoravano per la sua agenzia, la ‘Umilty modelsharing Organization Palermo – Eventi Moda 6 Pubblicità’. Le giovani sono state vittime anche di molestie telefoniche e lesioni personali. In due casi, inoltre, sarebbero state costrette a rapporti sessuali contro la loro volontà.

L’indagine si è aperta dopo la segnalazione di una mamma che aveva contattato l’agenzia per provare a ottenere un ingaggio per sua figlia: “La cosa che ci straniva furono le sue domande sulla vita privata di mia figlia, nonché ci stranivano le promesse di lavoro immediato senza neanche averla mai vista, arrivando a promettere compensi pari a mille euro”. Dopo una telefonata con l’agente, però, la figlia aveva bloccato lo stesso Longo su Whatsapp. Ma lui non aveva desistito, inviando messaggi continui sul cellulare della madre e offendendo sia la donna che la figlia.

Da lì sono nate le indagini, che hanno portato gli inquirenti a scoprire che l’uomo adescava le giovani aspiranti modelle sul web, convincendole poi ad andare nel suo studio prima di scritturarle. Ma lì si sarebbero consumate delle molestie nei confronti delle giovani, che venivano anche costrette a subire atti sessuali. Se non accettavano ciò che l’uomo proponeva loro, le ragazze subivano minacce e venivano tempestate di messaggi e telefonate continue. L’imprenditore, di 36 anni, è finito ai domiciliari. L’inchiesta della polizia è stata coordinata dalla procuratrice aggiunta Annamaria Picozzi e dalle sostitute Giorgia Righi, Ludovica D’Alessio, Giulia Amodeo e Maria Rosario Perricone.