Dopo quella di Trento, anche la provincia di Bolzano ha emesso una ordinanza di cattura per l'orso M49, l'animale in fuga dall'inizio del luglio scorso dopo essere riuscito a scappare dal recinto del Casteller (Trento) scavalcando un muro elettrificato. A differenza della prima però, quest’ultima non prevede l’abbattimento dell’animale. La decisione è arrivata dopo aver accertato lo sconfinamento del plantigrado dal Trentino alla zona di Passo Oclini-Passo Lavazè dove è stato protagonista di diverse incursioni. L'orso, un esemplare adulto di 3 anni, è ritenuto responsabile di numerose uccisioni di animali di allevamento e di intrusione in locali produttivi o privati. Secondo l'ordinanza si tratta di un animale pericoloso che va catturato immediatamente. Il via libera alla cattura da parte del presidente Arno Kompatscher è arrivata dopo una riunione con l'assessore Arnold Schuler e il direttore dell'Ufficio caccia e pesca, Luigi Spagnolli .

"Come già fatto dalla Provincia di Trento l'ordinanza prevede la cattura dell'orso ad opera degli uomini dell'Ufficio caccia e pesca della Provincia. Solo se l'animale diventa pericoloso per l'uomo è previsto l'abbattimento, come indica anche il Pacobace " ha spiegato Schuler. La cattura, che dovrà avvenire secondo le norme del  Piano d'azione interregionale per la conservazione dell'orso bruno sulle Alpi centro-orientali (Pacobace), in realtà sarà tutt'altro che facile come hanno dimostrato gli sforzi di queste settimane in Trentino. Del resto l'animale potrebbe essersi anche allontanato in altre zone o potrebbe aver fatto ritorno in Trentino.

L'ultimo avvistamento dell'orso M49 risale alla notte tra il 18 e il 19 agosto quando si è diretto in val di Fiemme, nella zona del passo Lavazè. In precedenza I forestali erano dovuti intervenire sparando proiettili di gomma per farlo allontanare dopo che si era avvicinato a zone abitate dai pastori, tentando di rovesciare la loro roulotte. Nelle sue scorribande avrebbe danneggiato diverse strutture e un apiario e mangiato un vitello