"Avevo promesso di trovare una soluzione per la vicenda che ha coinvolto le due ragazze di Massa Carrara e così è stato", in questo modo il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha annunciato oggi di aver trovato una via di uscita alla paradossale vicenda delle due minori che hanno perso al madre per mano del padre, che poi si è anche suicidato, ma per la legge avrebbero dovuto risarcire l'Inps per i pagamenti a favore dell'ex compagno della madre, rimasto gravemente ferito nello stesso tragico episodio. Secondo la ministra la soluzione però passa per forza di cose da un provvedimento legislativo in Parlamento. "Dopo una proficua collaborazione fra me, la Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti e il Ministero dell'Interno rappresentato dal viceministro Vito Crimi e dal Commissario Straordinario Raffaele Cannizzaro, questo pomeriggio al Senato è stata depositata la norma che, in casi come questo e in altri analoghi, tutela da ogni forma risarcitoria diretta gli orfani di femminicidio" ha spiegato infatti Catalfo.

Le spese in simili casi "saranno coperte dal Fondo di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, intenzionali violenti e dei crimini domestici" ha sottolineato ancora Catalfo. La vicenda era emersa nei giorni scorsi quando l'avvocato della famiglia aveva reso noto la lettera con la quale l'Inps chiedeva alle due figlie dell'assassino e della vittima del femminicidio la somma di 124mila euro. Sul caso erano subito intervenuti diversi esponenti politici, in primis proprio la ministra Catalfo che si era subito attivata, poi anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

A chiare che le ragazze non avrebbero mai pagato, però, era arrivato lo stesso presidente Inps, Pasquale Tridico, spiegando che la lettera era solo un atto dovuto previsto dalla legge ma che mai l'Ente previdenziale avrebbe provveduto a una riscossione coatta visto che la vicenda era nota da tempo. "Sono certo che tutto questo clamore aiuterà la politica a trovare presto una soluzione. Ma la soluzione normativa non è certo l'unica strada praticabile. Ci si può rivolgere all'Avvocatura e chiedere un parere interpretativo, che venga incontro al caso delle ragazze" aveva spiegato Tridico.