Albertina Menichelli è una signora di 90 anni che ha trascorso praticamente tutta l’ultima parte della sua vita in un container. Nel 1997 il terremoto che sconvolse Perugia indusse il comune di Valtopina a darle quel box poi diventato la sua dimora. Ora però dovrebbe lasciarla. Almeno questo dice l’ordinanza di sgombero che la vuole fuori da quella casetta di latta, ormai a lei tanto cara. La sua casa di Giove, sostiene il comune, è pronta, quindi deve traslocare. Peccato che, in realtà, i lavori nell'abitazione non siano ultimati. Albertina dovrebbe quindi traslocare prima alle case popolari per poi rifare fagotto e tornare finalmente a casa. Ma non vuole. E per questo motivo è finita indagata dalla procura della Repubblica di Spoleto per non aver ottemperato all'ordinanza.

A raccontarlo è il quotidiano la NazioneTutto comincia con il sisma del '97.  La casa di Albertina per il comune è terremotata. La prima ditta che si occupa dei lavori di ristrutturazione per il consorzio costituito obbligatoriamente fallisce, ne subentra un'altra. Il Comune di Valtopina – a fronte dei contrasti tra proprietari e impresa – si sostituisce ai residenti. Tra denunce, sequestri, lavori sospesi e la burocrazia del caso passano altri anni. Intanto l’amministrazione fa causa alla ditta e ne subentra una terza.

Nel 2017, a distanza di ben vent’anni, arriva il certificato di "Regolare esecuzione" , con tanto di conto: 42mila euro da pagare.  Prima del trasloco, Albertina fa un sopralluogo con un geometra per ed emergono criticità nella casa ristrutturata: dalle tracce di umidità, agli impianti non completi, compreso quello elettrico non funzionante, alla mancanza del battiscopa. Insomma, allo stato attuale l’abitazione nella quale avrebbe dovuto trasferirsi non è agibile. E così riparte il processo burocratico col tribunale civile chiamato ad accertare le mancanze.  Nel frattempo i figli di Albertina fanno presente al Comune che a fronte dell'età avanzata della madre – affetta anche da Alzheimer – per la sopravvivenza della donna non è consigliabile sottoporla a un altro trasloco, come proposto dall'amministrazione che le ha trovato posto alle case popolari. A luglio però arriva l'ordinanza di sgombero. Albertina non vuole lasciare il container. A ottobre gli atti finiscono in procura. E ora ecco l’avviso di garanzia.

Da parte sua il sindaco di Valtopina, Lodovico Baldini, precisa  che non c'è nessuna coercizione da parte del comune:  "Dopo ventidue anni di errori spero di essere il sindaco che faccia tornare a casa la signora Albertina. Nell'ordinanza non c'è alcun intento punitivo, ma il dovere di evitare che Albertina trascorra un altro inverno nel container che peraltro è senza manutenzione perché ormai la Regione ha chiuso il capitolo-spese. Se mi danno l'opportunità sono pronto con la ditta a terminarle i lavori in casa, per sanare i vizi, ma l'Accertamento preventivo ci ha bloccato l'accesso da un anno".