Si è chiuso con quattordici condanne e sei assoluzioni il processo sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Lavagna, in Liguria. Condannati anche i due politici coinvolti. L’ex deputata dell'Udc Gabriella Mondello è stata condannata a un anno e 6 mesi per voto di scambio nel processo sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Lavagna. Condannato a due anni per lo stesso reato e per abuso d'ufficio anche l'ex sindaco Giuseppe Sanguineti. Mondello è stata sospesa dal diritto di voto per diciotto mesi, Sanguineti per cinque anni. “Me lo aspettavo perché ero il simbolo politico di questo processo. Ma sono completamente innocente come emergerà in appello”, ha commentato Gabriella Mondello in aula subito dopo la condanna. “Non mi sento colpevole di niente – ha detto da parte sua l'ex sindaco Sanguineti -. Se avessi qualcosa da rimproverarmi lo farei. Ma io non ho fatto nulla”.

L’inchiesta nata nel 2016 aveva portato i politici ai domiciliari – La Procura aveva chiesto condanne per un totale di 120 anni di carcere. Per gli esponenti locali della criminalità organizzata sono arrivate condanne più pesanti: Paolo Nucera è stato condannato a 16 anni e 6 mesi; 15 anni e 8 mesi per Francesco Antonio Rodà; 9 anni e 6 mesi a Francesco Nucera. Tre anni fa, nel 2016, l'inchiesta aveva portato all'arresto in carcere dei presunti boss e ai domiciliari i politici. Per l'accusa i politici hanno ottenuto voti in cambio di favori resi agli esponenti della criminalità calabrese. Tra gli affari che secondo i giudici avevano legato gli esponenti della ‘ndrangheta con l'amministrazione comunale ci sono lo smaltimento dei rifiuti e la gestione di chioschi sul lungomare. Il consiglio comunale di Lavagna fu sciolto in seguito agli arresti su proposta dell'allora ministro dell'Interno Marco Minniti.