Napoli, rapina a mano armata di 5 pizze: “I miei figli devono mangiare”

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L’episodio è avvenuto qualche giorno fa nel centro storico di Napoli. La vittima del rapimento si è visto puntare la pistola addosso ed è stato costretto a consegnare le cinque pizze da asporto che aveva appena acquistato.

Con la crisi economica che incalza e la disoccupazione che monta, ci si inizia ad arrangiare come si può. A Napoli, per la seconda volta in pochi giorni, un uomo ha rapinato delle pizze. E' successo qualche sera fa nel centro storico, in uno dei locali più noti della città: un uomo ordina cinque margherite da asporto, le va a ritirare e si avvia verso casa. Mentre cammina si accorge di una presenza alle sue spalle. Non fa in tempo a girarsi che lo sconosciuto gli punta alla schiena la canna di un’arma. Non sapremo mai se è una pistola vera o una scacciacani. "Stai fermo e dammi le pizze – intima alla vittima – Pure i figli miei hanno fame e pure loro devono mangiare stasera".

L'uomo non ha scelta. Consegna le pizze al rapinatore, che se ne va allungando il passo. La vittima allora torna in pizzeria; un cameriere nota il suo stato di agitazione e gli offre un bicchiere d’acqua. "Rifatemi cinque pizze", chiede il cliente. "Ma voi non siete appena uscito?", gli chiede il cassiere. E qui viene fuori la storia. "Non mi crederete, ma sono stato appena rapinato".

Rapina a mano armata di pizze. Alla fine la vittima decide di tornarsene a casa con i nuovi cinque cartoni. Non sporge denuncia, forse su di lui prevale anche un senso di disagio nel dover immaginare di andare a mettere quanto gli è accaduto, nero su bianco, negli uffici di un commissariato. Ma la voce circola velocemente e, il giorno successivo, nelle salumerie, nei saloni di barbiere e in tutto il quartiere non si fa altro che parlare della anomala rapina. Segno dei tempi? Cartina di tornasole di una miseria che nemmeno i morsi della fame del dopoguerra a Napoli spingevano i più miserabili a commettere un gesto tanto forte?

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