Multa milionaria per Autostrade per l'Italia S.p.A. per non aver ridotto i pedaggi autostradali nonostante code e rallentamenti cronici dovuti alle gravi carenze nella manutenzione delle infrastrutture su alcuni tratti. Lo ha annunciato oggi l'Antitrust, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, al termine dell’istruttoria avviata il 10 giugno dello scorso anno. Per Autostrade (ASPI) è scattata così una sanzione di 5 milioni di euro per pratica commerciale scorretta. Per l’Autorità, “la società non ha adeguato né ridotto il pedaggio nei tratti in cui si registrano critiche e persistenti condizioni di fruibilità del servizio autostradale con lunghe code e tempi di percorrenza elevati, causati dalle gravi carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture che hanno richiesto interventi straordinari per la messa in sicurezza”.

Le Autostrade con criticità croniche senza riduzione pedaggi

Le verifiche documentali, durate mesi, infatti hanno fatto emergere numerose criticità croniche su diversi tratti autostradali gestiti dalla società Autostrade per l'Italia S.p.A, che secondo  l’Antitrust si configurano a tutti gli effetti come pratica commerciale scorretta in quanto non compensati da nessuna riduzione dei pedaggi per gli utenti automobilisti. In particolare, l’Autorità ha accertato una pratica commerciale scorretta in relazione ad alcune condotte attuate sulle autostrade A/16 Napoli-Canosa, A/14 Bologna-Taranto, A/26 Genova Voltri-Gravellona Toce e, per le parti di sua competenza, A/7 Milano-Serravalle-Genova, A/10 Genova-Savona-Ventimiglia e A/12 Genova-Rosignano.

Riduzione delle corsie e della velocità on gravi danni all’economia

L’autorità ha spiegato che negli ultimi due anni i tratti autostradali in questione sono stati spesso interessati da consistenti disagi nella viabilità a causa di continui lavori dovuti a carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture ad essa affidate. Tra le problematiche più evidenti viene segnalata una consistente riduzione delle corsie di marcia e la riduzione della velocità massima consentita per lunghi tratti delle Autostrade citate. “I disagi si sono verificati, in particolare, nell’area ligure e abruzzese-marchigiana, determinando altresì gravi danni all’economia, soprattutto nei settori secondario e terziario e alle imprese di trasporto, per i maggiori tempi di percorrenza degli operatori e i riflessi sulle imprese destinatarie delle merci” spiegano dall’autorità, concludendo: “Quel che accade è pienamente ascrivibile alla responsabilità di ASPI e integra una pratica commerciale scorretta”. Per questo l’Autorità ha applicato la  sanzione massima possibile pari a 5 milioni di euro