Giuseppe Larotonda
in foto: Giuseppe Larotonda

Si colora ulteriormente di nero la già tragica storia della famiglia Larotonda di Rapolla, in Basilicata. Ieri sera infatti è morto Paolo Larotonda, 66 anni, padre di Giuseppe, detto Pino, vigile urbano di Rapolla, che era deceduto nove giorni prima, il primo aprile, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Carlo di Potenza, dove era ricoverato da due settimane. Padre e figlio sono rimasti vittime del coronavirus. L’infezione, implacabile, era entrata nella loro vita in un momento di grande dolore. Pare infatti che il 38enne avesse contratto il Covid 19 il mese scorso, dopo essere andato a Parma per riportare a casa il cadavere di suo fratello, poco più che 26enne, che si trovava lì in cura per una grave forma di fibrosi cistica. Probabilmente è stato in questo viaggio che potrebbe essere avvenuto il contagio.

Un effetto domino devastante. Dopo alcuni giorni dal suo ritorno a casa, il 38enne ha iniziato ad avvertire i classici sintomi della malattia sino alla conferma del tampone oro-faringeo: positivo al coronavirus. Poi il trasferimento in ospedale a Potenza ma le cure non sono state in grado di salvarlo, sino al peggioramento del quadro clinico e al triste decesso. Pino Larotonda era uno sportivo e non aveva patologie pregresse, eppure il Covid 19 non gli ha lasciato scampo. Da appena due mesi era diventato padre di una bambina e tra i tanti messaggi di cordoglio apparsi nei giorni scorsi su Facebook, molti l’hanno ricordato anche per la sua passione per la politica: qualche tempo fa, infatti, aveva annunciato l'intenzione di candidarsi a segretario regionale del Pd. Nove giorni dopo è morto il padre.

La triste vicenda della famiglia Larotonda ha oscurato una giornata che pareva iniziata bene per la Basilicata. La regione pare indirizzata verso i 0 contagi: solo quattro tamponi sui 354 analizzati ieri sono infatti risultati positivi al coronavirus. Lo ha reso noto la task force regionale. In totale i casi confermati sono 282. Attualmente, negli ospedali di Potenza e Matera, sono ricoverate con il coronavirus 72 persone, delle quali 12 in terapia intensiva.