Con la corsa al vaccino antinfluenzale consigliato da tutti i medici e per tutte le fasce di età per questa  stagione invernale, la situazione delle scorte in molte regioni è critica. Se in alcune aree è ancora relativamente facile avere cesso ai vaccini anche per le categorie non a rischio, per altre regioni invece è quasi impossibile perché non ci sono scorte a sufficienza per gli adulti che non sono nella fascia degli over 65anni. È il caso dell'Umbria dove addirittura si è assistito a scene poco edificate dove pazienti hanno aggredito verbalmente i medici accusandoli di non volerli vaccinare.

A raccontare il caso è stato Leandro Pesca, segretario della Fimmg (La Federazione italiana dei medici di famiglia) per la provincia di Perugia. "Siamo arrivati al paradosso che alcuni colleghi sono stati aggrediti verbalmente in modo molto pesante dagli assisti perché non c’è la possibilità di fare il vaccino per gli under 65" ha spiegato il rappresentante Fimmg a Il Messaggero, aggiungendo: "Ho ricevuto segnalazioni, una anche molto preoccupata di un collega del Perugino. Si può arrivare quasi a un’aggressione per una situazione del genere? I nostri assistiti devono sapere che i vaccini per gli over 65 ci sono. Che non mancano per le categorie a rischio under 65 e che per gli altri arriveranno a inizio dicembre".

Molte regioni in effetti si sono munite prima e altre un po' dopo ma altre scorte stanno arrivando, per questo i medici chiedono di non far crescere la tensione ma di attendere il proprio turno. "Considerando che il picco dell’influenza stagionale è prevista non certo domani, è il caso che si mantenga la calma e che ci si attenga a quanto segnalato sia dalle autorità sanitaria, sia da quello che diciamo noi con i contati giornalieri con i nostri assistiti" ha sottolineato Pesca.

Le Regioni hanno comprato ben 18 milioni di dosi quest'anno, contro le 11 dell'anno scorso anche se  non tutti sembrano essere già arrivate negli studi medici o in farmacia. Finora le somministrazioni in Italia sono state fra 2,5 e 3 milioni, con l’inizio dell’epidemia previsto a Natale e la fine a febbraio-marzo.  Secondo un rapporto pubblicato a fine settembre dalla fondazione Gimbe, solo 12 Regioni hanno comprato vaccini sufficienti per il 75% della popolazione a rischio (l’obiettivo per frenare la circolazione del virus). Quelle al di sotto sono Trento e Bolzano, Piemonte, Lombardia, Umbria, Molise, Val d’Aosta, Abruzzo e Basilicata.