Un tempo fu caro a Giacomo Leopardi per la sua vista mozzafiato e col tempo è diventato esso stesso un simbolo distintivo del territorio ma la sorte di quell'ermo colle adorato dal poeta sembra essere segnata da un destino decisamente triste. Dopo anni di relazioni tecniche, riunioni, fughe in avanti e passi indietro, la Provincia di Macerata per costruire la sua più grande discarica di rifiuti infatti ha deciso di puntare su una vasta area tra i comuni di Montefano e Recanati, esattamente l’area sotto il colle che ispirò Giacomo Leopardi. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno durante l’estate quando il nuovo piano rifiuti della Provincia marchigiana ha elencato una ottantina di siti ritenuti idonei alla discarica tra cui una trentina di ettari proprio a ridosso del colle.

Contro quella che qualcuno ha già definito la discarica dell’Infinito ovviamente si è subito opposta la popolazione locale sia di Recanti che di Montefano che hanno annunciato battaglia a tutti livelli denunciando una scelta assurda e priva di ogni logica. Contro la discarica è nato anche un comitato locale che ha lanciato anche una petizione online con lo scopo di dare una alternativa valida alla discarica evitando di “spostare, come prassi, il problema da collina in collina”. “Aiutateci a salvaguardare la nostra natura, i nostri figli, la nostra storia, la nostra poesia, la nostra economia. Aiutateci a bloccare questa tragedia per contribuire alla nascita di un’alternativa “Rifiuti Zero” secondo la Zero Waste International Alliance che possa salvare noi tutti, senza spostare, come prassi, il problema da collina in collina che inevitabilmente si ripeterà in modo ciclico” recita l’appello del comitato “No Discarica territorio Montefano – Recanati”.

Al momento ovviamente non c’è ancora nulla di deciso ma a preoccupare il comitato e i cittadini della zona il fatto che il tutto sia stato portato avanti attraverso uno studio che si è svolto senza alcun confronto con le realtà locali. Lo studio di fattibilità, affidato a una società esterna, infatti ha stravolto i precedenti documenti noti senza che nessuno lo sapesse fino alla fine. Il prossimo passo è affidato ora alle due amministrazioni locali. I sindaci dei due comuni dovranno presentare delle loro relazioni sulle macroaree che sono state individuate dalla Provincia nei loro territori per dimostrare che non sono adeguate ad ospitare l'impianto. Se ne riparlerà però il mese prossimo dopo le elezioni regionali e l0insediamento del nuovo Governatore. “Una volta eletto il nuovo Presidente della Regione Marche, le nostre attività proseguiranno con ancor più vigore” fanno sapere dal comitato.