Corrado Gallian (Facebook)
in foto: Corrado Gallian (Facebook)

Corrado Gallian, cinquantatreenne originario di Torre Pellice (Torino), ha tagliato il traguardo della Ultra-Triathlon organizzata a Bad Blumau, cittadina vicino Vienna, percorrendo 11,4 km a nuoto, 540 km in bicicletta e 126,6 km di corsa in 58 ore e 54 minuti. Il limite massimo per la categoria era di 61 ore. E ha corso la tripla Ironman da ex malato di mieloma. Non è la prima volta che Corriado Gallian tenta l’impresa. Lo aveva già fatto nel 2017, a cinque anni dalla comparsa di un mieloma, chiudendo l’Ironman di Cervia in meno di 13 ore e lo ha rifatto quest’anno in Austria. “Devo  ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato in questa sfida – è il suo commento  -. E per tutti intendo i miei familiari, ma anche i tanti amici e volontari dell’Ail che hanno coperto anche i miei turni di assistenza ai malati in ospedale. Se sono arrivato in fondo è grazie a loro, che mi hanno sempre incoraggiato”. Corrado, che è anche un volontario dell'Ail, l‘associazione italiana contro le leucemie, ha iniziato ad allenarsi lo scorso autunno e lui stesso ha spiegato che la parte più difficile è stata proprio la preparazione alla gara: “Gli allenamenti sono entrati nel vivo con la maratona di Venezia che ho corso il 28 ottobre 2018. Dopo aver recuperato ho iniziato una preparazione in palestra fatta di pesi per rafforzare i muscoli, aumentando i carichi e i tempi di allenamento. Ho fatto fondo in progressione per prepararmi alle tre discipline, arrivando a correre 50-60 km consecutivi, nuotando fino a 10km alla volta e disputando una randonee in bici da 400 km. È stato un periodo molto impegnativo fisicamente e mentalmente. Il corpo si abitua all’allenamento, la testa è più complicata”.

Un'impresa lunga quasi 59 ore – L’impresa del cinquantatreenne piemontese in Austria è iniziata alle 7 di venerdì scorso 12 luglio con la gara di nuoto ed è terminata domenica alle 17 dopo quasi 59 ore di gara e poco più di un’ora di sonno. “Ho concluso in un tempo più alto rispetto a ciò che mi ero prefissato, ma ora posso solo gioire. Sono anche io un finisher, nonostante i miei piedi non siano mai stati così gonfi. La parte più dura è stata la corsa, dove io non eccello: essere forti lì vuol dire recuperare anche un ritardo di ore accumulato tra nuoto e bici”. Corrado ha avuto al suo fianco durante l’impresa i suoi cari: “Devo tutto a mia moglie, a mio figlio e ai miei 4 amici Paolo, Paola, Franco e Filippo che a turno si sono presi cura di me percorrendo dei tratti in compagnia, cucinando per me, tenendomi sveglio e spronandomi nei momenti più duri. Ce l’ho fatta grazie a loro”, ha detto. “Voglio dimostrare a chi è chiuso in una camera sterile come lo sono stato io che se si combatte nulla è precluso nella vita”, ha aggiunto Gallian.