Un cagnolino che sonnecchia sdraiato sul piazzale dove è solito starsene tranquillamente, un'auto con i fari accesi che arriva e si ferma davanti a lui per alcuni  attimi prima di investirlo e schiaccialo con le sue ruote ripassandoci poi sopra in retromarcia e andarsene. È lo straziante episodio avvenuto nella tarda serata di mercoledì su un piazzale privato a Monteroni, cittadina salentina in provincia di Lecce e ora denunciato da un'associazione animalista locale che parla di atto volontario e premeditato. Vittima del terribile gesto un cane randagio ma conosciuto da tutti in zona e accudito dagli stessi gestori del deposito davanti al quale è avvenuto il fatto. Biondo, così era stato ribattezzato il meticcio, è morto poco dopo tra dolori atroci per una emorragia interna dovuta allo spappolamento dell’intestino.

"Lo ha ucciso intenzionalmente" denunciano dall'associazione animalista "L'impronta" pubblicando online anche la fotosequenza dell'accaduto. L'intera scena e il suv infatti sono stati ripresi in un video registrato da una telecamera di sorveglianza piazzata nei pressi dell'entrata del deposito. La fototrappola era stata piazzata proprio dall'associazione animalista a seguito della scoperta di diversi episodi di violenza gratuita ai danni di randagi, colpiti e feriti senza motivo nel piazzale. "Hai intenzionalmente ucciso un povero randagio stanziale che dormiva beato su un piazzale, sei passato…lo hai notato….ti sei fermato a pensare col tuo misero cervello criminale…hai valutato…hai agito indisturbato….hai sentito il suo esile corpicino schiacciarsi sotto le ruote del tuo macchinone" scrivono gli animalisti sula pagina Facebook “L’attività de L’impronta”, aggiungendo: "Hai fatto retro marcia rischiacciandolo di nuovo….soddisfatto…..non immaginavi che la nostra fototrappola ti avrebbe immortalato". La stessa associazione ha annunciato che ora sta preparando un esposto sull'accaduto da presentare alle autorità competenti. Intanto il filmato è stato consegnato agli agenti della polizia locale per cercare di risalire alla vettura e quindi al conducente per ascoltarlo e sentire a sua versione dei fatti.