Resta decisamente sopra la soglia critica la percentuale di occupazione dei posti letto in terapia intensiva da parte dei malati covid in Italia ma da alcuni giorni la curva si è stabilizzata dopo oltre venti giorni di continua impennata di ingressi. Secondo l’ultimo aggiornamento dei dati da parte dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Agenas, infatti, a livello nazionale la soglia critica è stata superata di 10 punti percentuali attestandosi al 40% rispetto al 30% indicato dal decreto del Ministro della Salute come soglia massima oltre la quale si è in una situazione di allarme. Si tratta del primo decremento dopo giorni di sostanziale stabilità del dato anche se per ora si tratta solo dell’un per cento di decrescita percentuale a fronte di un numero di decessi ancora molto elevato

Le Regioni sopra la soglia critica

Sono invece 14 le regioni e le provincie autonome ad attestarsi oltre la soglia critica tra cui alcune che sfiorano addirittura il 60 per cento dei posti occupati come la Lombardia (59%), il Piemonte (57%) e le Marche (56%). Nel dettaglio oltre alle tre regioni già citate, sono di gran lunga sopra la soglia critica dei posti occupati in terapia intensiva dia malati covid anche la Provincia di Trento (53%), L’Emilia Romagna (47%), la Puglia (46%), il Friuli Venezia giulia (45%), la Toscana (44%), la Valle D’Aosta (43%), i  Lazio (41%). Sopra la soglia infine anche il Molise (38%), la Liguria (36%), l’Abruzzo (33%), l’Umbria 32%). Al limite il Veneto che si attesta al 30 %.

I pazienti covid nei reparti di Area Non Critica

Sopra la soglia di allarme anche la percentuale dei ricoveri di pazienti covid nei reparti di Area Non Critica rispetto ai posti letto disponibili per Regione. A livello nazionale si attesta al 44% di poco sopra la soglia del 40% indicata sempre dal ministero della Salute. Ùn dato costante negli ultimi quindici giorni che no accenna a calare. In questo caso sono 8 le regioni che superano la soglia: Piemonte (67%), Marche e Puglia (54%), Lazio (51%), Lombardia ed Emilia Romagna (48%), il Friuli Venezia Giulia (46%), e la Calabria al 48%). Al limite Abruzzo e Basilicata.

Assomed: rischio mancanza di assistenza per malati non covid

Secondo gli esperti è un andamento atteso visto che i ricoveri seguono in ritardo l’andamento dei contagi che hanno avuto un picco proprio nei mesi scorsi. Per questo si attende ora una lenta discesa delle percentuali di occupazione dei posi letti. “Le Terapie intensive sono piene ma  bisognava pensarci prima facendo più terapie intensive” ha spiegato Guido Coen Tirelli , segretario di Anaao Assomed Lazio, aggiungendo: “La cosa più critica è la mancanza di assistenza per altri malati con Liste di attesa per altre patologie che si stanno allungano notevolmente perché gli interventi sono bloccati”.