Sono trascorsi ormai tre giorni da quando Giuseppe Mastini, meglio conosciuto come Johnny lo Zingaro, è evaso dal carcere di massima sicurezza di Bancali, a Sassari, dove si trovava per scontare l'ergastolo. L'uomo, approfittando di un permesso premio, è fuggito, facendo perdere le sue tracce dalle 12:20 di sabato 5 settembre. Alla sua ricerca sono impegnate tutte le forze dell'ordine già da sabato scorso. Oltre alla questura e alle stazioni dei carabinieri di Sassari, Porto Torres, Alghero e Olbia, dove si trovano i principali porti e aeroporti del Nord Sardegna, è stata allertata anche la polizia di frontiera. Il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha delegato l'ispettorato generale del ministero della Giustizia a svolgere accertamenti preliminari sull'evasione. L'intento, infatti, secondo quanto si apprende da fonti di via Arenula, è verificare la correttezza dell'iter seguito dal Tribunale di sorveglianza di Sassari nella concessione del permesso premio nei confronti del detenuto.

Johnny lo Zingaro, il cui soprannome è legato alle sue origini sinti, si trovava nel carcere di massima sicurezza di Sassari dal 2017, dopo una precedente evasione il 30 giugno di quell'anno dal penitenziario di Fossano, in provincia di Cuneo. Questa, infatti, non è la prima volta che l'ergastolano tenta la fuga. Addirittura la prima volta fu nel 1987: anche in quell’occasione approfittò di una licenza premio e non rientrò in carcere, diventando inoltre protagonista di una serie di crimini: furti, rapine e anche il sequestro di una ragazza, Silvia Leonardi. Tra le accuse a suo carico ci sono anche quelle per il delitto della guardia giurata Michele Giraldi e il ferimento del brigadiere dei carabinieri Bruno Nolfi. Alle sue spalle c'è una lunga scia di sangue a partire dalla fine degli anni Settanta. Il suo primo omicidio risale a quando aveva solo 11 anni. Fu anche coinvolto nell'inchiesta sulla morte di Pasolini.