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13 Luglio 2022
17:21

Infermiere uccide due pazienti con massicce dosi di farmaci: “Frustrato per i trasferimenti”

Secondo qui inquirenti, l’infermiere avrebbe ucciso per una insoddisfazione nei confronti dell’azienda ospedaliera a causa di alcuni trasferimenti nell’ospedale Cannizzaro di Catania.
A cura di Antonio Palma
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Dietro la decisione di uccidere due pazienti, iniettando loro dosi massicce di farmaci non prescritti, ci sarebbe stata la frustrazione dell'infermiere per alcuni trasferimenti da un reparto all’altro dell’ospedale dove lavorava. È questa l'ipotesi investigativa emersa dall'inchiesta  che nei giorni scorsi ha portato all'arresto di un infermiere 50enne dell'ospedale  Cannizzaro di Catania, Vincenzo Villani Conti, con l'accusa di duplice omicidio.

I fatti contestati all'infermiere risalgono al periodo tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021 quando due pazienti, due donne di 65 e 81 anni, sono morte ad alcune settimane di distanza tra loro, nel reparto di Medicina e chirurgia dell’ospedale etneo, dove Villani Conti era stato chiamato in servizio e durante i turni di notte dell'infermiere.

Morti sospette che hanno spinto i familiari e gli altri sanitari a chiedere di fare luce sui fatti, dando vita a una lunga e complessa indagine della squadra mobile di Catania e della Procura del capoluogo etneo che ha richiesto una serie di analisi, consulenze medico-legali e accertamenti tecnici.

La procura ritiene che l'uomo abbia somministrato alle donne dose massicce di farmaci Diazepam e Midazolam "con modalità estranee a esigenze terapeutiche". Dosi letali visto che a distanza di diversi mesi dalla morte, dopo la riesumazione dei due cadaveri, nei tessuti delle vittime erano ancora presenti tracce significative dei farmaci.

"Nei campioni biologici dei due pazienti i dati relativi al Midazolam e al Diazepam sono compatibili con una somministrazione delle sostanze avvenuta pressoché contemporaneamente (…) determinando un aumento reciproco degli effetti tossici sull’apparato respiratorio" spiegano dalla Procura.

Per i pm catanesi l'uomo avrebbe premeditato tutto sottraendo i farmaci prima dei delitti, aspettando il turno di notte e prendendo di mira pazienti fragili che non potevano difendersi per il loro stato di salute. Tra le aggravanti contestate all'uomo, infine, anche quella dei futili motivi e per avere agito nella veste di incaricato di pubblico servizio.

A spingerlo sarebbe stata la sua “frustrazione” per alcuni trasferimenti non desiderati da un reparto all'altro e la voglia di rivalsa contro il suo ospedale. "Ha ucciso due persone per una sorta di insoddisfazione nei confronti dell’azienda ospedaliera” scrive infatti il Gip, motivando l'arresto in carcere con la pericolosità sociale dell'indagato.

L'uomo avrebbe vissuto il “contesto lavorativo in termini vendicativi e prevaricatori” e tra i due omicidi non ha manifestato “alcun rimorso”, anzi ha vissuto quel lasso di tempo con “distacco emotivo” aggiunge il giudice, sottolineando che l'infermiere ha agito secondo una schema “seriale e programmatico”, individuando le sue vittime tra le due donne “in stato di sofferenza e incoscienza fisica”.

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