India Muccioli.
in foto: India Muccioli.

"India si diplomerà con noi". Lo ribadiscono gli studenti del liceo artistico "Serpieri" di Rimini dove il prossimo 19 giugno avrebbe dovuto sostenere la prima prova della Maturità 2019 anche India Muccioli, la 18enne morta una decina di giorni fa, tra il 25 e il 26 maggio scorsi, per intossicazione da monossido di carbonio a causa del malfunzionamento di una stufa a braciere che aveva acceso per riscaldarsi nella casa di famiglia in via Isotta. La ragazza, figlia di Andrea e nipote di Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità di San Patrignano, era molto amata a scuola, dove nei giorni successivi al funerale, è stato anche piantato un albero nel cortile in sua memoria. Un gesto, questo, che ha emozionato tutti, compresi i parenti dell'adolescente, visibilmente scossi. Qui è sorto anche un piccolo altare dei ricordi tutto dedicato a India. Accanto ad alcuni quadri che lei aveva realizzato, si sono aggiunti biglietti, foto e fiori lasciati dagli amici.

Oggi, mercoledì 5 giugno, la sua memoria verrà di nuovo omaggiata durante la premiazione dei quadri dipinti dagli studenti per la mostra "Acqua", a cui anche India aveva partecipato con una sua opera: nel corso della cerimonia racconteranno aneddoti e storie sulla vita della 18enne. D'altronde, quella per la pittura era una delle sue più grandi passioni. Ma, soprattutto, i suoi compagni della 5S, che affronteranno a breve l'esame di Stato con questa pesante assenza, potranno averla vicina. Come ha confermato il preside Francesco Tafuro, India ci sarà, anche se non fisicamente presente. "Col consenso dei genitori – ha annunciato il dirigente, come riporta Il Resto del Carlino – chiederemo l’autorizzazione affinché venga assegnato il diploma, alla memoria, per India. Lo dobbiamo a lei e alla sua famiglia".

Chi era India Muccioli e come è morta

India Muccioli, figlia di Andrea e nipote di Vincenzo, il fondatore della comunità di San Patrignano, aveva 18 anni. È stato il padre a trovarla cadavere sul divano della casa di famiglia in via Isotta a Rimini, dove non vive nessuno, nel primo pomeriggio di domenica 26 maggio. La ragazza aveva dato una festa con gli amici la sera prima ed era rimasta a dormire nell'abitazione, ma non si è mai più svegliata. Tante le ipotesi vagliate dagli inquirenti, tra cui anche quella del suicidio dopo il ritrovamento del diario della ragazza. Ma i risultati dell'autopsia hanno poi chiarito ogni dubbio: India è morta intossicata da monossido di carbonio, a causa di una stufa che aveva acceso per riscaldarsi. "Al termine dell'esame autoptico – aveva spiegato l'avvocato di famiglia Alessandro Catrani – abbiamo appreso dal nostro consulente che i dati obiettivi, in attesa della conferma delle analisi di laboratorio, depongono per un'intossicazione da monossido avvenuta nella notte. Ciò anche in considerazione dell'accertata assenza di segni ed evidenze che depongano per altre dinamiche. Tale quadro, riteniamo, appare sempre più coerente ormai con la tragica ipotesi della fatalità".