Sarebbero decine i giornalisti italiani, oltre a un avvocato, le cui telefonate sono state intercettate da parte degli inquirenti della procura di Trapani in merito all'inchiesta sulle Ong e sul flusso di migranti provenienti dalla Libia. Si tratta di dati sensibili e personali: nomi delle fonti, contatti e rapporti personali dei cronisti che sarebbero stati ascoltati nell'ambito delle indagini e che rappresentano di fatto una violazione della tutela del segreto professionale. A rivelarlo è stato un articolo pubblicato da Andrea Palladino su "Il Domani", poi ripreso anche dal Guardian.

Il caso di Nancy Porsia e la telefonata con il suo legale

Secondo quanto riportato da Palladino, oltre ad aver udito centinaia di conversazioni, gli inquirenti avrebbero monitorato anche tutti gli spostamenti dei cronisti che seguivano per lavoro i flussi migratori dalla Libia verso l’Europa, oltre ai loro incontri con le fonti sul posto. Fra i giornalisti intercettati ci sarebbero i cronisti di Avvenire, Radio Radicale, Il Fatto Quotidiano e la reporter Francesca Mannocchi, autrice di inchieste sulla Libia. Fausto Biloslavo, del Giornale e Claudia Di Pasquale, di Report. Ma il caso più eclatante sembra essere quello di Nancy Porsia, giornalista esperta di Libia, intercettata anche mentre parlava al telefono con la sua legale Alessandra Ballerini che è anche l’avvocato della famiglia di Giulio Regeni. "Nella telefonata con il legale – si legge – che la legge vieta di trascrivere e divulgare a tutela dei diritti della difesa, viene dichiarato apertamente il rapporto fiduciario. Nella sintesi della telefonata vengono anche riportati spostamenti al Cairo dell’avvocato Ballerini in quanto legale della famiglia di Giulio Regeni“.

Giornalisti intercettati, l'Ordine nazionale e Fnsi chiedono chiarimenti

Sulla vicenda è intervenuto anche l'Ordine dei giornalisti che ha espresso solidarietà ai cronisti coinvolti sottolineando che "tutte le iniziative a tutela del segreto professionale saranno valutate nelle sedi competenti". "L'Ordine Nazionale dei Giornalisti segue con attenzione la vicenda – ha spiegato in una nota il presidente, Carlo Verna – ai colleghi la piena vicinanza e solidarietà per un attività investigativa che ha impattato oggettivamente su fonti professionali". Mentre la Fnsi, la Federazione Nazionale Stampa Italiana, chiede formalmente alla ministra della Giustizia Marta Cartabia e allo stesso Csm, di aprire una inchiesta su quanto accaduto e di chiarire soprattutto chi abbia disposto queste intercettazioni.

Il procuratore di Trapani: Non useremo quelle intercettazioni nel procedimento

La Procura di Trapani indaga dal 2016 sul ruolo delle Ong Jugend Rettet, Save The Children e Medici Senza Frontiere, dopo gli sbarchi di quell'anno a Trapani. "L'asse fondante del procedimento sarà l'informativa che è stata depositata a giugno dalla Polizia giudiziaria, cioè dallo Sco, dalla Squadra mobile e dalla Capitaneria di porto – spiega il Procuratore in capo all'indagine Maurizio Agnello – nella quale la giornalista Nancy Porsia è riportata indirettamente, perché ci sono altri soggetti intercettati in cui parlano di lei. In ogni caso, non verrà utilizzata nel procedimento alcuna intercettazioni della giornalista, lo ripeto". Il magistrato arrivato in Procura nel 2019 ha spiegato di aver ereditato il fascicolo visto che era già in corso l'incidente probatorio del procedimento.