Nonostante l'opposizione del Ministero dell'Istruzione, alle 8 di questa mattina la campanella è tornata a suonare per 36 alunni dei comuni di Borgosesia, Quarona e Varallo, in provincia di Vercelli, dove è partito il progetto pilota di "assistenza ai minori", lanciato dal sindaco di Borgosesia e deputato della Lega Paolo Tiramani per aiutare i genitori che con la fase 2 dell'emergenza Coronavirus sono tornati a lavoro. I giovani studenti, di età compresa tra i 3 e gli 11 anni, non sono entrati in aula ma sono stati sistemati nelle palestre o nella ludoteca del centro polifunzionale del comune di Borgosesia, che per l'occasione sono state trasformate in vere e proprie classi. Prima di entrare, è stata misurata loro la febbre e disinfettate le mani. Sono stati poi sistemati a gruppi di quattro o cinque bambini, a distanza di 4-5 metri ognuno, a seconda che si tratti di scuola dell'infanzia o di elementari, ci sono gli educatori (e non insegnanti) con la mascherina, gli ambienti saranno aerati almeno dieci minuti ogni ora e a pranzo ognuno resterà seduto al proprio banco anziché in mensa.

Il no del Ministero, ma il progetto non si ferma

Ma non sono mancate le polemiche. Alla vigilia dell'apertura il ministero dell’Istruzione con una lettera ha vietato l’uso dell’edificio scolastico dato in concessione fino alla fine dell’anno scolastico. "Ma il progetto non si ferma – ha poi precisato Paolo Tiramani – per i più piccoli apriremo l’asilo che è di esclusiva proprietà comunale e sistemeremo i più grandi in tre palestre del Comune". E così è stato: questa mattina puntualissimi i bimbi che hanno aderito all'iniziativa sono stati accompagnati dai genitori e resteranno insieme agli educatori fino alle 18 di questo pomeriggio. Tra le novità del progetto, infatti, c'è la possibilità di aderire al tempo pieno, dalle 8 alle 18, al prezzo di 15 euro al giorno, comprensivo anche del pranzo. Il primo ad arrivare è stato Leonardo, 6 anni, accompagnato dalla mamma che lavora in una Rsa: "Abbiamo fatto acrobazie per stare con lui – ha detto -, finalmente è stata trovata questa soluzione". "Da Borgosesia e Quarona parte un modello per tutta Italia – ha concluso Tiramani – che vuole aiutare le famiglie che sono tornate al lavoro, ma che non possono assistere ai propri bambini. Dove il Governo non è arrivato, arrivano la pubblica amministrazione e gli enti locali".

Tiramani: "Esempio per altri comuni"

"Il nostro è un progetto pilota che non vuole riaprire le scuole, ma dare assistenza ai minori i cui genitori sono tornati entrambi a lavorare dopo la fine del lockdown – ha precisato il sindaco di Borgosesia, Tiramani, a Fanpage.it -. Abbiamo pensato a un protocollo comune, lo abbiamo sottoposto alla Regione e alla valutazione della task force. Dotiamo i bambini di mascherine e di gel igienizzante, gli operatori invece sono stati tutti sottoposti a test sierologico. Il governo non ha dato una risposta alle famiglie italiane prima di tutto. Ieri, dopo aver avuto parere positivo anche dalla preside per utilizzare i locali della scuola elementare ci è arrivato un diniego dal Ministero, non me l'aspettavo, per cui abbiamo attrezzato aule nel centro polifunzionale per un progetto che vuole essere un esempio per tutti". Il sindaco di Quarona, Francesco Pietrasanta, ha poi aggiunto che "altri comuni ci hanno chiamato per avere visione del protocollo, la nostra è una soluzione seria ed efficiente".