I medici le avevano diagnosticato una lombosciatalgia, ma è morta di tumore
Un cancro scoperto troppo tardi ha ucciso una signora di Taglio di Po (Rovigo), nata nel 1942 e morta ormai quasi 3 anni fa, il 31 gennaio del 2010. Il calvario della signora F.B., lo scrive il Corriere del Veneto, iniziò nell’aprile del 2008 quando la donna si recò nella casa di cura privata “Madonna della salute” di Porto Viro perché esausta dei forti dolori che avvertiva nella regione lombare, al bacino e alla schiena. Nella clinica la signora fu sottoposta a una radiografia grazie alla quale i medici le diagnosticarono il motivo del suo soffrire, una lomboscatalgia. Con quella diagnosi, per un anno e mezzo, la paziente è stata sottoposta a cure antidolorifiche e ad altri trattamenti a Porto Viro, ma nulla di ciò che le offrivano i medici giovava alla sua salute. Quel suo mal di schiena, infatti, non le dava tregua. Fino a che i suoi figli si sono convinti a portare la madre in un’altra struttura, per ascoltare il parere di altri medici.
Tre medici accusati di non aver fatto la diagnosi corretta con tempestività – Siamo alla fine del 2009 quando, all’ospedale Rizzoli di Bologna, alla signora viene diagnosticato un tumore, proprio nella zona lombare, e ormai in stadio molto avanzato. Era troppo tardi per provare a salvarla: quel cancro l’ha uccisa dopo appena qualche settimana dalla diagnosi. La sua famiglia, a quel punto, ha chiesto di vederci chiaro per capire le eventuali responsabilità mediche alla base del decesso della donna. Nel registro degli indagati sono dunque finiti il medico di base della defunta e altri due dottori che l’avevano curata a Porto Viro. I tre medici sono ora accusati del reato di omicidio colposo per negligenza e imperizia medica, i familiari della donna gli contestano il non aver fatto la diagnosi corretta con tempestività. Il 29 maggio ci sarà il processo con rito abbreviato.