La corte d'assise d'appello di Genova ha confermato, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, la condanna all'ergastolo per Pierluigi Bonfiglio, il 35enne accusato di avere ucciso nel 2017 la vicina di casa Anna Carla Arecco, un'anziana di 85 anni, e di averne nascosto il corpo sotto il letto per tre giorni. Bonfiglio, difeso dagli avvocati Alessandro Sola e Nicola Scodnik, è accusato di omicidio volontario aggravato.

L'uomo, tossicodipendente, avrebbe assassinato la pensionata dopo averla attirata nel suo appartamento con una scusa, per procurarsi i soldi per acquistare la droga. Dopo il delitto, infatti, le sottrasse 40 euro e tre anelli. Dopo averla uccisa, Bonfiglio nascose  il corpo sotto il letto della sua stanza. Fu la madre del trentacinquenne a scoprire il corpo e a chiamare la polizia. L'uomo si inventò un fantomatico pusher la cui presenza in casa però non è mai stata riscontrata. In appello è stata fatta una seconda perizia che ha confermato la capacità di intendere e volere.

Il delitto risale alla sera del 28 aprile del 2017. Bonfiglio, tossicodipendente e residente insieme ai genitori nello stesso palazzo della Arecco, andò a suonare con una scusa alla porta della pensionata deciso, una volta entrato in casa, a procurarsi i soldi per la droga. Per questo dopo averla uccisa con un colpo alla testa, le sottrasse poche decine di euro e qualche gioiello, per poi trascinare il cadavere nella sua camera e nasconderlo sotto il letto, convinto dal fatto che "non ci entra mai nessuno". A scoprire il corpo di Anna Carla Arecco, la sera del primo maggio, fu però la madre, entrata nella stanza per sistemarla: "Sì, ho dormito tre notti con il corpo sotto il letto, ma non mi ha dato fastidio", ammise Bonfiglio nel corso dell’interrogatorio di convalida del fermo.