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26 Settembre 2019
10:38

Genova, consigliere comunale propone un “piano di contrasto alla bestemmia”

Franco De Benedictis, consigliere di maggioranza a Genova, propone multe salate a chi viene sorpreso a bestemmiare. La replica dell’assessore comunale alla sicurezza Stefano Garassino: “Penso che in questo momento ci siano altre priorità su cui impegnare il lavoro della polizia locale”.
A cura di Davide Falcioni
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Multare chi bestemmia. La proposta è stata fatta dal consigliere comunale di Genova Franco De Benedictis, unico rappresentante di Direzione Italia nella maggioranza di centrodestra che sostiene la giunta guidata da Marco Bucci. L'amministratore ha presentato un’interpellanza, che verrà discussa questa sera in Sala Rossa, per chiedere alla giunta se abbia “un piano di contrasto” della “pessima ed incivile abitudine” di bestemmiare, richiamando il caso del piccolo comune di Saonara, in provincia di Padova, "dove bestemmiare – spiega il consigliere – può produrre una sanzione fino a 400 euro".

Nel nostro paese la bestemmia non è più un reato dal 1999: si tratta solo di un illecito amministrativo ed è da considerarsi tale sono quando pronunciata nei confronti di Divinità, ovvero Dio. Il Comune di Genova non è in possesso di specifiche sulla materia e  l’assessore comunale alla sicurezza Stefano Garassino non è intenzionato ad introdurne: "Io credo che si debba fare un’attività di educazione a 360 gradi, iniziando dalle scuole, per contrastare il ricorso alla bestemmia, che anche io condanno – spiega –  Ma penso che in questo momento ci siano altre priorità su cui impegnare il lavoro della polizia locale".

L'UAAR (Unione degli Atei, agnostici e razionalisti) in un approfondimento sul tema ricorda: "Praticamente tutte le società hanno severamente punito la derisione pubblica delle proprie divinità. Quelle la cui religione era il cristianesimo non sono state da meno, anzi: l’Inquisizione riempiva le proprie carceri proprio con coloro che erano accusati di aver bestemmiato, e le pene previste erano sia religiose, sia civili. La secolarizzazione degli Stati europei ha migliorato solo lentamente questo stato di cose, ma ancora oggi la bestemmia è considerata reato in molti Paesi". L'UAAR ha anche ripercorso l'iter dell'articolo 724 del codice penale che tratta la bestemmia ricordando l'ultima versione del 1999 che recita: "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità è punito con la sanzione amministrativa da lire centomila a seicentomila".

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