La situazione epidemiologica italiana è decisamente migliore rispetto a qualche mese fa, quando i contagi da nuovo coronavirus aumentavano costantemente e gli ospedali erano sull'orlo del collasso, e questo ha permesso al Paese una ripartenza scandita dalle diverse momenti della Fase due ma l'attenzione resta altissima e la prova è rappresentata dalla scoperta di continui focolai da nord a sud. Sono diversi infatti i cluster individuati su tutto il territorio nazionale dalla fine del lockdown, alcuni in ambito lavorativo, altri in quello familiare, altri ancora i luoghi di ritrovo o case di cura. Come ripetono tutti gli esperti, questo dimostra che è importante non abbassare la guardia perché il virus circola ancora largamente tra la popolazione.

Focolaio di Palmi sotto controllo

Fortunatamente fino a questo momento sono pochi i focolai  che hanno superato la decina di unità, diversamente da quanto accaduto in altri Paesi. Anche per questo molti focolai a pochi giorni dalla loro individuazione sono stati già dichiarati sotto controllo come a Palmi, in Calabria  dove dopo pochi giorni di zona rossa in alcuni quartieri della città a  seguito di una decina di casi di contagio, tutto è ritornato alla normalità. Fondamentale in questo senso si è rivelata la capacità immediata di tracciamento dei contatti dei contagiati ma anche quella di varare misure drastiche come il blocco in specifici settori con mini zona rossa.

Proseguono i controlli per il focolaio di Mondragone

Mini Zona rossa che si sta rivelando fondamentale anche a Mondragone, nel Casertano, dopo la scoperta di un focolaio nei palazzi ex Cirio. Il blocco messo in atto nel quartiere, non senza grossi problemi, e il successivo screening a tappeto ha portato al'individuazione di quarantaquattro persone positive su oltre 2.700 tamponi praticati, di cui solo una al di fuori della mini zona rossa che avrebbe avuto contatti con un altro contagiato. L'area è da lunedì 22 giugno sotto cordone sanitario per ordinanza della Regione Campania ma nel frattempo continuano i tamponi e  l'indagine sierologica sulla popolazione.

Focolaio Bartolini a Bologna non ferma l'attività

Il focolaio più grande scoperto fino a questo momento è invece quello collegato alla Bartolini a Bologna  dove i contagi individuati sono ormai oltre un centinaio. Secondo la Asl locale, i dipendenti trovati positivi sono 79 a cui si aggiungono altri 28 tra familiari o conoscenti. In questo caso è scattata la quarantena per tutti i colleghi dei contagiati ma nessuno stop all'attività produttiva del magazzino dell'azienda di logistica. "Tutto quello che si doveva fare è stato fatto. Abbiamo preparato una relazione, fatto un sopralluogo con i Carabinieri e abbiamo visto che quello che avevamo indicato da fare è stato fatto. La società ha fatto una serie di cose indicate. Verifichiamo ancora un pochino, ma l'azienda ha fatto quello che doveva: l'ambiente è pronto a continuare" ha spiegato il direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell'Asl bolognese. In realtà però i controlli proseguono: da oggi ad esempio controlli a tappeto in città con uno screening nell'hub per migranti di via Mattei a Bologna dopo l'accertamento di due casi positivi tra ospiti della struttura che erano anche magazzinieri per Bartolini.

Nuovo focolaio in negozio a Feltre

Altri focolai decisamente più piccoli e nati in ambito familiare, proprio per la loro natura, sono stati già dichiarati sotto controllo come a Montecchio (Reggio Emilia), Bolzano e Como. Altri focolai di qualche unità  vengono segnalati da nord a sud ma non stanno comportano misure rigide anche perché quasi mai si è in presenza di sintomatologia. Il focolaio di Feltre, nato in un negozio, è ancora sotto esame con screening sui possibili contatti che ha già portato all'individuazione di sei casi.  Caso a parte quello di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, con un focolaio nella nave dei migranti portati dalla Sea Watch per un totale di 28 positivi.

Mini focolai e contact tracing

Mini focolai che fanno scattare le operazioni di "contact tracing" vengo riscontrati periodicamente anche in case di riposo o istituti religiosi come ad Alessandria e a Roma, anche qui quasi mai con ricoveri in ospedale. Nessun focolaio invece nell’area territoriale di Prato e Pistoia. dove diversi pazienti valutati come debolmente positivi al SARS Cov 2 son stati poi dichiarati negativi ai controlli successivi.