Rigetta ogni addebito il medico marchigiano finito al centro dell’inchiesta della Squadra Mobile di Ancona con l’accusa di aver somministrato a ignari pazienti semplici fiale di soluzione fisiologica al posto del vaccino anti covid che i suoi assistiti credevano di ricevere. “Sono accuse infondate arrivate da alcuni miei pazienti ma non c’è nulla di vero” ha spiegato il dottore che è medico di famiglia a Falconara Marittima, in provincia di Ancona. “Sono andato a casa dei pazienti che non potevano muoversi e ho somministrato a tutti il vaccino” ha spiegato il dottore che aveva ricevuto alcune fiale di vaccino Pfizer dalla ASUR Marche per somministrarle ad alcuni pazienti specifici in quanto soggetti fragili, secondo i protocolli previsti dai recenti provvedimenti covid.

Tutto in effetti è partito dalla denuncia di alcuni suoi assistiti che avrebbero rilevato presunti comportamenti strani da parte del medico nell’ambito della campagna vaccinale covid. In particolare il medico avrebbe chiesto a molti pazienti di firmare le liberatorie ma, secondo questi ultimi, non avrebbe poi rilasciando la ricevuta del vaccino e avrebbe dato risposte evasive sui richiami previsti. Questo avrebbe fatto scattare il campanello di allarme. Le indagini, secondo gli inquirenti, avrebbero poi confermato alcuni sospetti. “Al momento ci asteniamo dal rilasciare dichiarazioni, si tratta di una vicenda complessa che merita i dovuti approfondimenti” ha spiegato il legale del medico al resto del Carlino.

Le indagini della polizia intanto proseguono con l’analisi della documentazione acquisita nei giorni scorsi nello studio medico dell’indagato. Si tratterebbe quindi ancora di una fase preliminare dell’indagine tanto che nei confronti del dottore non è stato emesso alcun provvedimento restrittivo. Gli inquirenti intanto stanno rintracciando tutti i vaccinati dal dottore per ascoltarli come persone  informate dei fatti visto che potrebbero aver ricevuto una iniezione di falso vaccino. Sarebbero una quarantina fino a questo momento. Numeri che non giustificano la psicosi che ovviamente si è creata in città. Il medico infatti avrebbe vaccinato quasi esclusivamente a livello domiciliare e in pochissimi casi in ambulatorio.