Lorenzo Lunghi ( a sinistra ) e Lorenzo Guarnieri
in foto: Lorenzo Lunghi ( a sinistra ) e Lorenzo Guarnieri

Erano stati amici inseparabili da piccoli, condividendo le stesse passioni, gli stessi giochi e anche  lo stesso nome ma un tragico destino ha voluto per loro la stessa morte sulla strada a 9 anni di distanza l'uno dall'altro. È la storia di Lorenzo Guarnieri e Lorenzo Lunghi, due ragazzi toscani cresciuti insieme e inseparabili dall'infanzia fino all'adolescenza quando il primo è morto a soli 17 anni, travolto in strada  da uno scooterista che aveva assunto droga e alcol. Nove anni dopo lo tesso destino è toccato anche al secondo, morto tragicamente sabato scorso a 27 anni dopo che un tir gli è piombato addosso mentre lui era fermo in corsia di emergenza con i collegi di lavoro per cambiare uno pneumatico sull'autostrada A12. La foto dei due ancora ragazzini, abbracciati, felici e sorridenti prima di un incontro di basket della squadra in cui militavano è stata postata su Facebook da Stefano Guarnieri, vice presidente dell’Associazione Lorenzo Guarnieri, intitolata proprio al figlio, scomparso tragicamente  nel giugno del 2010 a Firenze.

"È sempre difficile, ma alcune volte è molto più difficile affrontare l'omicidio stradale di un ragazzo giovane nel pieno della vita. Accade quando lo conosci bene, conosci la famiglia, fa parte della tua comunità. Allora la rabbia, il senso di frustrazione, lo sconforto ti assalgono. Riaffiorano allora tanti ricordi belli di un infanzia felice, piena di sorrisi, speranze, gioie, vittorie, sconfitte, palloni da basket, palazzetti, scuole, bambini meravigliosi, maestre e allenatori entusiasti di stare con loro. E ti domandi di nuovo perché come comunità, come paese, come mondo non riusciamo a cambiare tutto questo?" ha scritto Stefano Guarnieri sotto la foto in cui si vedono i due Lorenzo con addosso la maglietta bianca della Laurenziana col numero 25 e 26.

"Non chiamatela fatalità, per favore. Sì, erano amici, avevano lo stesso nome di battesimo, giocavano insieme a basket. Ma se sono morti entrambi in incidenti stradali a distanza di anni non si può accusare il destino. Ci sono colpe ben precise e sono umane. Sono stati entrambi omicidi stradali" sottolinea il papà di Lorenzo. "Venir uccisi mentre si lavora, mentre si torna a casa, mentre si va a giocare, mentre ci si allena, mentre si fanno progetti, mentre si prova amore. C’è un solo luogo in cui questo accade: la strada. E un solo artefice: l’uomo. E non servono fucili, pistole, coltelli, mazze. Bastano un camion, un'auto, una moto. Ma non ce ne accorgiamo nella vita di tutti i giorni, ci pare purtroppo tutto normale" ha aggiunto Guarnieri, concludendo: "Caro Lorenzo mancherai a tanti amici come è mancato a tanti il nostro Lorenzo, tuo compagno di squadra di un tempo felice. Nessuno potrà però cancellare i bei ricordi, l’amicizia di una comunità, e l’amore che la tua famiglia ha, ha avuto e sempre avrà per te. Dovevi, anche tu, continuare a vivere".