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2 Settembre 2021
16:18

Detenuto muore con la testa incastrata nella porta della cella: dramma al carcere di Sollicciano

La vittima è un 43enne di origine tunisina, è stato trovato privo di vita nella sua cella dove era da solo in isolamento. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, l’uomo avrebbe perso i sensi dopo essere rimasto incastrato con la testa nello spioncino della cella riservato al passaggio del cibo.
A cura di Antonio Palma
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Dramma nelle scorse ore al carcere di Sollicciano a Firenze dove un detenuto è morto tragicamente mentre si trovava nel reparto "transito" del penitenziario toscano. La tragedia si è consumata nella serata di mercoledì, intorno alle 22, quando l’uomo, un 43enne di origine tunisina, è stato trovato privo di vita nella sua cella dove era da solo in isolamento. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, l’uomo avrebbe perso i sensi dopo essere rimasto incastrato con la testa nello spioncino della cella riservato al passaggio del cibo. Una morte drammatica su cui dettagli sono ancora in corso le verifiche. Al momento infatti non è chiaro come l’uomo sia finito con la testa nello stretto spazio della porta della cella né come sia stato possibile che nessuno se ne sia accorto in tempo per salvarlo.

Al momento non si esclude alcuna ipotesi: dal tentativo di suicidio al gesto dimostrativo finito in maniera tragica, passando per l’incidente. Al vaglio degli investigatori anche le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza del carcere. In attesa dei risultati dell’inchiesta aperta sul caso e di quelli dell’autopsia già disposta dai pm, il terribile episodio ha scatenato nuove polemiche sule condizioni del carcere di Sollicciano.

“Le circostanze della morte non le conosciamo, ma rimane il fatto che ieri sera a Sollicciano oltre alla morte del detenuto un altro ha abbattuto nuovamente i muri della cella, per cui anche questo fatto pone sempre di più l’accento su di una struttura alquanto fragile visto quanto avvenuto l’11 luglio 2021” ha dichiarato il Segretario Generale Regionale della UIL-PA Polizia Penitenziaria Eleuterio Grieco, aggiungendo: “Quel giorno – drammatico – otto detenuti della 12ma sezione, avevano incendiato i materassi delle loro celle, poi avevano divelto le inferriate delle finestre del locale docce ed infine erano riusciti ad arrampicarsi sul tetto del penitenziario. Da allora sono continuate le proteste e le denunce da parte dei detenuti a causa delle condizioni di un carcere che ospita il doppio delle persone che potrebbe ospitare. E proseguono anche le proteste degli stessi agenzi di Polizia penitenziaria che denunciano la gravita della loro condizioni di lavoro”.

“La situazione è davvero drammatica a Sollicciano. Solo pochi giorni fa avevamo denunciato le sue ataviche criticità strutturali e gestionali. Ancora oggi manca il comandante e direttore titolare del carcere, per cui anche la gestione del sistema è labile sotto ogni punto di vista e nessuno assume le giuste e consequenziali decisioni” ha proseguito il sindacalista, concludendo: "Condividiamo le parole del sindaco di Firenze, Dario Nardella circa la necessità di riedificare un nuovo carcere, perché Sollicciano è una struttura non più funzionale alla gestione della detenzione, giuridicamente e costituzionalmente per cui qualsiasi progetto che si voglia fare impatterà sempre con il luogo che è inadeguato alla sua primaria funzione”

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