Ha prima distrutto la teca contenente una statua della Madonna, poi ha bruciato il presepe allestito nel cortile della parrocchia della Madonna del Rosario, a Foggia. Per questo motivo un giovane 25enne, originario del Gambia, con regolare permesso di soggiorno è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri, che l’hanno fermato proprio mentre stava commettendo il fatto. Ancora da accertare cosa abbia fatto scattare il giovane, che, afferrato un bastone, ha mandato in frantumi la custodia contenente la statuetta e poi incendiato il presepe. L'uomo, in preda a una visibile e accentuata alterazione psicofisica, avrebbe anche opposto resistenza ai Carabinieri, intervenuti su segnalazione del parroco. Ai militari dell’Arma ha poi provato a giustificare il suo gesto, adducendo “la sua appartenenza alla fede musulmana e per tale ragione avrebbe voluto distruggere uno dei principali simboli cristiani” hanno spiegato. Il 25enne, che ha agito in maniera autonoma e isolata, è stato trasferito al carcere di Foggia in attesa del giudizio di convalida.

Per Rossano Sasso Coordinatore Regionale ‘Noi con Salvini Puglia’ “l’atto aberrante accaduto quest’oggi non deve assolutamente essere derubricato a gesto isolato da parte di uno squilibrato. La matrice religiosa è chiara ed evidente e manifesta ancora una volta l’impossibilità ad integrarsi con la nostra civiltà da parte di certi individui. Sono molteplici i fatti di cronaca in cui giovani africani si sono resi protagonisti nella nostra regione e non solo di gesti violenti e pericolosissimi, per fortuna questa volta non se la sono presa con persone. Ma non è ugualmente da sottovalutare il gesto e mi auguro – prosegue Sasso – che aldilà della condanna e conseguente espulsione dell’individuo, tale gesto serva a scuotere le coscenze dei foggiani e degli Italiani tutti. È ormai evidente a tutti il tentativo di sottomissione all’Islam sia culturale che militare da parte non di isolati squilibrati, ma di una rete che purtroppo pesca sempre più in tutta Europa. La soluzione – conclude Sasso – è sempre la stessa: stop invasione sulle nostre coste ed espulsione immediata di tutti i clandestini”.