Un nuovo drammatico incidente sul lavoro è avvenuto questa mattina alla Cemental di Genola, in provincia di Cuneo. Erano da poco passate le otto e gli operai in azienda stavano scaricando del materiale edilizio con la gru quando il mezzo pesante si è ribaltato e ha schiacciato uno di loro. Il dipendente, 56 anni e residente proprio a Genola, che è finito sotto alla gru, è stato liberato e il 118 ha tentato di rianimarlo sul posto ma tutte le manovre si sono rivelate vane: è deceduto infatti prima di salire in ambulanza. L’allarme è stato lanciato dai colleghi che hanno assistito all’incidente. In azienda sono arrivati i carabinieri di Savigliano e i tecnici dello Spresal per capire se ci sono responsabilità e se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Nel primi sei mesi del 2019 boom di morti sul lavoro

Quella di questa mattina nel cuneese è l'ennesima tragedia sul lavoro di un anno in cui sono praticamente all'ordine del giorno le notizie di decessi di lavoratori. Tra gennaio e luglio 2019 infatti sono stati 599 gli incidenti mortali, con un aumento del 2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018. Nello stesso periodo si è registrata una flessione delle denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail: sono state 378.671(62 in meno rispetto allo stesso periodo del 2018). L'Inail ha inoltre reso noto che il numero degli infortuni denunciati è sceso dello 0,4% nella gestione Industria e servizi (dai 294.934 casi dei sette mesi 2018 ai 293.709 dei sette mesi 2019), mentre è aumentato dell'1,1% in Agricoltura (da 18.732 a 18.946) e dell'1,5% nel Conto Stato (da 65.067 a 66.016). A livello territoriale si evidenzia una flessione delle denunce nel Nord-Ovest (-0,2%), nel Nord-Est (-0,3%) e al Sud (-0,6%). In controtendenza il Centro e le Isole che presentano un aumento pari rispettivamente allo 0,9% e allo 0,5%. Tra le regioni che hanno fatto registrare i decrementi percentuali maggiori, il Molise (-5,3%) e la Valle d'Aosta (-2,0%), mentre gli incrementi più consistenti sono in Sardegna (+3,5%) e Umbria (+3,0%).