"Alessio era un ragazzo in gamba, andava a scuola, stava imparando a suonare la batteria, amava andare sui go kart. A volte veniva anche con me al lavoro e si alzava alle 5 di mattina". Sono parole intrise di tristezza e quel papà di Alessio D'Antonio, il bimbo che a Vittoria ha perso la vita dopo essere stato travolto da un'auto lanciata a folle velocità mentre si trovata con il cuginetto sull'uscio di casa.  "Ma quando sarà fatta giustizia?", si chiede il padre del bambino. Alla guida dell’auto investitrice un 34enne, Rosario Greco, risultato positivo a droga e alcol: è stato arrestato. "Due giorni e lo buttano fuori. Mio figlio non torna più, io non riesco a tornare a casa”, dice, amaro, il papà di Alessio. La madre del bambino non si dà pace: "Appena dopo l'accaduto un uomo mi ha detto di non essere a conoscenza della dinamica dell'incidente. Io, che cercavo un telefono, gliel'ho strappato dalle mani per chiamare il 118, e lui me l'ha anche lasciato. Solo dopo ho scoperto che era lui l'assassino di mio figlio", spiega, faticando a trattenere le lacrime.

Greco deve rispondere di omicidio stradale. I primi test effettuati dall'Asp hanno accertato la presenza di un tasso alcolemico quattro volte superiore ai limiti di legge. Ai poliziotti ha ammesso di aver bevuto birra e di avere assunto cocaina. Il bambino ferito è stato trasferito in elisoccorso nel reparto di Rianimazione pediatrico di Messina dopo essere stato sottoposto in nottata a un delicato intervento chirurgico. Il piccolo, così come il cuginetto coetaneo, ha avuto tranciate di netto entrambe le gambe dal Suv. "Le sue condizioni sono stabili ma gravi, è ancora in pericolo di vita", ha detto la direttrice dell'unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina Eloisa Gitto. Il conducente ha perso il controllo della macchina durante una manovra a dir poco azzardata di sorpasso all'incrocio con via IV aprile, una stradina del centro storico.