Qualsiasi persona entrata in contatto con casi confermati di Coronavirus, deve essere sottoposta ad un periodo di totale isolamento. È questo quanto stabilisce un'ordinanza del Ministero della Salute, immediatamente messa in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 21 febbraio 2020 e che, anche per chi non ha alcun sintomo ma è entrato in contatto con casi registrati di Covd-19, sancisce una sorveglianza attiva con permanenza domiciliare fiduciaria, cioè una quarantena volontaria in costante contatto con i medici. Una misura messa in atto per ragioni di igiene e sicurezza pubblica, in certi versi molto diversa da quella attuata per isolare alcuni comuni di Lombardia e Veneto in seguito alla scoperta di diversi focolai epidemici.

Come funziona la quarantena nei comuni focolaio

È proprio dopo la scoperta di alcuni focolai epidemici tra Lombardia e Veneto, soprattutto nel lodigiano, che è variato l'aspetto di cui tenere conto quando si parla di quarantena da Coronavirus perché oltre ai casi di persone che sono venute in contatto con infetti o potenziali infetti, nelle zone interessate il provvedimento non riguarda più singoli casi isolati, ma ampie fasce di popolazioni e intere città, i cui movimenti sono limitati dai cosiddetti cordoni sanitari.

Le zone isolate non sono più raggiungibili con i mezzi pubblici e sono costantemente presidiate dalle forze dell'ordine, in alcuni casi anche militari, che controllano tutti i punti di ingresso ed uscita dei centri interessati, permettendo il passaggio solo dei mezzi di approvvigionamento e di eventuali equipe mediche.

Scuole, alcune tipologie di esercizi commerciali, musei, imprese e servizi comunali sono stati chiusi. Sono state sospese manifestazioni ed eventi pubblici di ogni genere e l'accesso ai servizi di trasporto pubblico e merci, sempre all'interno dei cordoni sanitari, è stato limitato o sospeso.

Non è stato vietato ai cittadini dei comuni interessati di uscire da casa o di raggiungere gli altri comuni della zona rossa, ma gli è stato consigliato di limitare il più possibile i luoghi pubblici e di rimanere in ambienti domestici seguendo tutti i consigli di igiene provenienti dal Ministero della Salute e l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

I comuni interessati e la durata della quarantena

Con oltre 40 checkpoint, le persone che sono state messe in quarantena tra il Lodigiano e Vo', il paesino Veneto sui Colli Euganei in provincia di Padova, sono circa cinquantamila. Il tutto dovrebbe curare un paio di settimane, ma data la situazione in costante evoluzione non è detto che i tempi si allunghino.

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Per assicurare a tutti i cittadini i beni di prima necessità, sono stati organizzati dei percorsi protetti per le consegne dei generi alimentari e delle medicine, punti in cui, per consegnare, si arriva con mascherine e guanti, si scarica il tutto e si torna indietro, senza contatti diretti con le persone che ricevono la merce.

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Oltre i comuni di Codogno, Castiglione d’Adda e Casalpusterlengo, la lista dei paesi in quarantena comprende anche i comuni di TerranovaSomaglia, San Fiorano, Bertonico, Maleo, Castelgerundo, Fombio e Vo', ad oggi l'unico comune in quarantena nel Veneto.

Confini ben marcati anche su Google Maps, nel quale è stata aggiornata prontamente la possibilità di circolazione nei comuni interessati: basta cercare uno dei paesi in quarantena, per rendersi conto della portata di cordoni sanitari e di tutte le strade e i collegamenti con le località limitrofe che sono sotto stretta sorveglianza delle forze dell'ordine.

Cosa rischia chi non rispetta l'obbligo di quarantena

Indipendentemente che si tratti di quarantena domiciliare attiva o di quarantena forzata con cordoni sanitri, "Il mancato rispetto delle misure previste" – si legge nella nota stampa pubblicata dal ministero della Salute – "Costituirà una violazione dell’Ordinanza". Violazione che rientra nella fattispecie dell’articolo 650 del codice penale, che recita: "Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro".

In soldoni, chiunque è o sarà sottoposto ad obbligo di quarantena, qualora non lo rispettasse sarebbe subirebbe le conseguenze previste dall'articolo 640 del Codice Penale, eccezion fatta dei residenti nei Comuni della zona rossa che, ripetiamo, sono stati invitati a rimanere in casa solo in via precauzionale, che continuano ad avere il diritto di uscire in strada ma che, comunque, non hanno la possibilità di varcare i cordoni sanitari.