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Cosa sappiamo sull’omicidio di Modena: Anna uccisa dal marito dopo la sentenza di affidamento dei figli

Cosa sappiamo sull’omicidio di Anna Sviridenko a Modena: la donna, 41 anni, è stata uccisa dal marito Andrea Paltrinieri, che ha caricato il suo cadavere sul furgone e si è consegnato ai carabinieri. Il giorno prima dell’omicidio la sentenza che aveva affidato a lei i figli di 2 e 3 anni.
A cura di Ida Artiaco
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Prima ha ucciso la moglie, probabilmente strangolandola, poi si è presentato presso la caserma dei carabinieri di Modena con un furgone: "Venite, l'ho ammazzata", mostrando il cadavere di lei nel bagagliaio. E tutto il giorno dopo la sentenza che ha affidato a lei la custodia dei figli di 2 e 3 anni.

Si è consumato ieri proprio nella cittadina emiliana il femminicidio numero 27 dall'inizio dell'anno in Italia: la vittima si chiamava Anna Sviridenko, cittadina italiana di origine russa di 41 anni, mamma di due bimbi piccoli e specializzanda in radiologia dell'UniMoRe, l'università di Modena e Reggio. Ad ucciderla il marito, il 48enne Andrea Paltrinieri, ingegnere e attualmente impiegato nell'azienda agricola di famiglia. Quest'ultimo è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario aggravato.

L'uomo era tornato a vivere con i genitori dopo la separazione dalla moglie. I due sono stati sposati per cinque anni, e da quell'unione sono nati due figli. La vittima si è poi trasferita in Austria con i bimbi, a Innsbruck, e nei giorni scorsi, quando è stata uccisa, era tornata a Modena per riprendere i due piccoli, che erano con il papà, e tornare all'estero. Invece, a casa non è più rientrata: sarebbe stata strangolata con una cintura stretta al collo, così come hanno potuto vedere i carabinieri a cui il marito aveva confessato il delitto.

Il movente sarebbe da ricercare nella battaglia per l'affidamento dei bambini. Ma il condizionale è d'obbligo in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Già il 17 maggio 2023 era stata decisa la collocazione prevalente nell'abitazione della madre e il diritto di visita del padre. A gennaio l'indagato aveva fatto ricorso al tribunale civile di Modena per separazione con addebito a carico della donna, contestando la giurisdizione austriaca. Nonostante ciò, il tribunale modenese aveva confermato le disposizioni austriache. A maggio c'era la questione preliminare della giurisdizione (cioè sulla competenza territoriale). A febbraio la vittima aveva presentato un'altra istanza al tribunale di Innsbruck, per ottenere l'affidamento esclusivo dei due figli.

Poi lunedì scorso, il giorno prima dell'omicidio, c'era stata la sentenza del tribunale di Innsbruck che aveva sancito l'affido condiviso dei due figli della coppia, ma anche che i piccoli sarebbero rimasti a vivere con la mamma. Il padre avrebbe avuto diritto di visita ma nei tempi e nei modi che andavano concordati con la madre. E, soprattutto, avrebbero vissuto in un'altra città, cosa che lui non sarebbe riuscito ad accettare.

"Un fatto che lascia sgomenti e senza parole. Un uomo ha ucciso la sua ex moglie, ha caricato il suo cadavere sul furgone e si è consegnato ai carabinieri. L'ennesimo caso di un uomo che non è riuscito ad accettare la fine del rapporto e ha deciso quindi di uccidere", ha commentato nelle scorse ore il neo sindaco di Modena, Massimo Mezzetti.

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