Ha discusso la sua tesi di dottorato all'Università di Padova via Skype collegata dalla città di Wuhan, epicentro dell'epidemia da Coronavirus Covid-19. Ha voluto esserci, anche se non fisicamente, Wenfang Cao, dottoranda dell'ateneo veneto che lo scorso mercoledì 12 febbraio ha superato brillantemente la prova finale davanti a rettore e docenti. La ragazza, originaria di Wuhan era tornata a casa per trascorrere un periodo di vacanza, quando è scoppiata l’emergenza legata al virus letale, che ha già fatto più di 1300 vittime e oltre quarantamila contagi. Ma lei non si è persa d’animo: pur seguendo alla lettera le prescrizioni mediche, molto rigide, per evitare di essere infettata, è riuscita a completare il suo lavoro e a sostenere con successo la discussione, a distanza, non potendo lasciare il Paese.

Wenfan Cao aveva cominciato nel 2016 il suo dottorato con borsa di studio del China Scholarship Council (CSC) presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell'Università di Padova. Prima di allora, si era laureata alla Jianghan University e poi aveva frequentato un Master di un anno in Nuova Zelanda. Con la sua tesi di dottorato, dal titolo The quantification of the socio-economic impact on geomorphology, ha analizzato l’Antropocene, l'epoca geologica attuale, in cui l’ambiente terrestre, nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche, viene fortemente condizionato su scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione umana.

"Un segnale di speranza e di forza d’animo – ha commentato il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto -. Nonostante la situazione oggettivamente difficile, Wenfang Cao ci dimostra come la conoscenza non abbia limiti, leva per superare ogni ostacolo. Nella ricerca c’è la chiave per migliorare il futuro del pianeta: alla nostra dottoranda vanno i complimenti di tutta la grande comunità dell’ateneo patavino. Ribadisco il messaggio che ho voluto mandare a nome dell’Università di Padova al popolo cinese: siamo loro vicini e pronti ad affrontare insieme questa emergenza sanitaria, che in un mondo iper-connesso come il nostro non può che essere globale". A lui ha fatto eco il professore Paolo Tarolli, supervisore della tesi di dottorato di Cao: "È tata una dei miei studenti più brillanti, il suo carico di energia, positività, entusiasmo, e soprattutto curiosità lo porterò sempre con me. È stato un onore averla affiancata in questo cammino di tre anni. Mi ricordo ancora il nostro primo incontro nella giornata di benvenuto dei nuovi studenti di dottorato. Un cammino che ha avuto anche difficoltà e momenti di smarrimento, ma che alla fine si è concluso con il migliore dei risultati".