Il mondo è bloccato ma la lettera d’aiuto inviata dagli avvocati italiani è riuscita ad arrivare a destinazione. Lo scorso 13 marzo il presidente delle Camere Penali del diritto internazionale, Alexandro Maria Tirelli, ha chiesto al presidente Putin l’invio di un milione di mascherine come gesto di collaborazione e supporto a un Paese amico e importante partner economico. L’invito era preciso, si chiedeva l’invio di un aereo cargo con scalo all’aeroporto napoletano di Capodichino in modo da creare un “corridoio medicale” destinato al sud. La risposta non si è fatta attendere.
Ieri le Camere Penali hanno ricevuto un messaggio che ha illuminato tutti.

“In risposta alla sua richiesta d'aiuto umanitario al nome delle Camere Penali del Diritto Europeo e Internazionale, il Centro di lingua e cultura italiana di Sebastopoli in collaborazione con il reparto della città di Sebastopoli di «Unione Nazionale di Veterani», «Società della conservazione della natura e dei diritti dell'uomo e del patrimonio culturale», «Banca marina di Sebastopoli» e Impresa Unitaria «Chernomorneftegas» siamo pronti a fornirvi l'aiuto umanitario per combattere contro il Covid-19”.

I dettagli non sono stati ancora chiariti ma il seguito della lettera lascia ben sperare in un aiuto a stretto giro.

“In questo momento i cittadini di Sebastopoli si stanno preparando per l'invio del carico umanitario per gli italiani. La volontà dei cittadini di Sebastopoli di dare una mano al popolo italiano in un momento in cui è in pericolo la diplomazia popolare nel suo modello naturale. Vi auguriamo tutto il meglio e il rapido cambiamento della situazione con l'epidemia!”.

I penalisti festeggiano l'arrivo delle mascherine

Comprensibile la gioia dei penalisti, che nella loro richiesta avevano sottolineato la necessità di un intervento anche in virtù di una evidente difficoltà dello Stato, “che non sta riuscendo a reperire con celerità e a fornire alla popolazione il kit minimo di prevenzione”.

“L’aereo con le mascherine potrebbe essere pronto da martedì – ha spiegato l’avvocato Tirelli – Stiamo aspettando le ultime autorizzazioni formali del governo russo che deve mettere a disposizione l’aereo e firmare gli ultimi documenti. La lentezza della formazione del corridoio umanitario dipende dai mille lacci e lacciòli derivanti dalle sanzioni contro la Russia, che appaiono immotivate da parte del nostro Paese. Stiamo cercando anche di preordinare regole di distribuzione che non generino calca o assembramenti. La logica è di dare una maschera a ogni capo famiglia, colui che si incarica di andare a fare la spesa. Non distribuiremo a chi non rispetta le regole di distanza sociale”.