Il Giudice per le Indagini Preliminari di Catania Carlo Cannella ha convalidato le misure interdittive, disponendo la durata di un anno per ciascuno, nei confronti di nove dei dieci professori sospesi il 28 giugno scorso nell'ambito dell'inchiesta "Università bandita", sfociata nella sospensione del Rettore dell'ateneo del capoluogo etneo Francesco Basile e di altri nove docenti con posizioni apicali all'interno dei Dipartimenti. Sono tutti indagati per associazione per delinquere, corruzione e turbativa d'asta. Il Gip ha accolto solamente il ricorso presentato dai legali del prorettore Giancarlo Magnano di San Lio. Il Gip ha inoltre concesso all'ex rettore Giacomo Pignataro di esercitare la sua attività in un ateneo diverso da quello etneo.

L'inchiesta ha permesso di accertare 27 concorsi truccati, di cui diciassette per professore ordinario, quattro per professione associato e sei per ricercatore. Secondo gli inquirenti "il futuro vincitore dei concorsi veniva deciso a tavolino e i concorsi venivano costruiti ad hoc per chi dovesse vincere, stabilendo chi dovessero essere i commissari, i membri esterni, nei casi più gravi era il candidato stesso a elaborare i criteri del concorso". Nella rete delle indagini ieri è caduta anche la politica catanese: Enzo Bianco e Orazio Licandro, rispettivamente ex sindaco ed ex assessore della città, sono stati ieri raggiunti da un avviso di conclusione indagine. Oltre a loro indagati anche la professoressa Marina Paino, direttore del Dipartimento stesso; Valerio Pirronello, direttore in pensione del Dipartimento di Fisica e astronomia; Luigi Caranti, ordinario di Filosofia politica nel Dipartimento di Scienze politiche e sociali; Caterina Cirelli, ordinario di Geografia economico politica nel Dipartimento di Economia e impresa; Rosa Alba Miraglia, ordinario di Economia aziendale nel Dipartimento di Economia e impresa.