Enzo Bianco e Orazio Licandro, rispettivamente ex sindaco ed ex assessore di Catania, sarebbero stati coinvolti nell'inchiesta "Università Bandita". A rivelarlo il quotidiano La Sicilia, secondo cui ieri la Digos ha notificato su disposizione della Procura quattordici nuovi avvisi di conclusione indagine. Tra gli altri, ci sarebbe quello nei confronti dell'ex primo cittadino. Risulterebbe però indagato anche l’ex assessore comunale alla Cultura, Orazio Licandro, ordinario del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania, nonché la professoressa Marina Paino, direttore del Dipartimento stesso. Tra gli altri indagati ci sono anche Valerio Pirronello, direttore in pensione del Dipartimento di Fisica e astronomia; Luigi Caranti, ordinario di Filosofia politica nel Dipartimento di Scienze politiche e sociali; Caterina Cirelli, ordinario di Geografia economico politica nel Dipartimento di Economia e impresa; Rosa Alba Miraglia, ordinario di Economia aziendale nel Dipartimento di Economia e impresa. I 14 avvisi di conclusione delle indagini notificati ieri si aggiungono agli altri sessantasei delle scorse settimane che interessano docenti, rettori e personale amministrativo: ora, però, anche la politica è entrata nell'inchiesta. I reati ipotizzati dalla Procura sono, a vario titolo, quelli di associazione a delinquere, corruzione per l'esercizio della funzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, falsità ideologia e materiale, abuso d'ufficio e truffa aggravata nonché turbata libertà di scelta del contraente.

L'inchiesta "Università Bandita" ha travolto per primo il rettore Francesco Basile e altri nove docenti dell'ateneo catanese che, secondo la Procura, avrebbero truccato dei concorsi pubblici dell'Università. Le indagini hanno permesso di accertare 27 concorsi truccati: di cui 17 per professore ordinario, 4 per professione associato e 6 per ricercatore. Secondo gli inquirenti "il futuro vincitore dei concorsi veniva deciso a tavolino e i concorsi venivano costruiti ad hoc per chi dovesse vincere, stabilendo chi dovessero essere i commissari, i membri esterni, nei casi più gravi era il candidato stesso a elaborare i criteri del concorso".