Trenta misure di custodia cautelare, 4 tonnellate di cocaina sequestrate oltre a beni per 5,5 milioni di euro. Si è conclusa così questa mattina la vasta operazione antidrogra, ribattezzata Los Blancos, con la quale è stato sgominato un gruppo criminale in grado di importare in Europa tonnellate di droga proveniente dal Sud America, usando le rotte navali commerciali aventi come porti di arrivo Anversa, Rotterdam e Brema. Una vera e propria cupola, composta tutta da cittadini di origine albanese, venti dei quali sono stati fermati in esecuzione di misure di custodia cautelare in carcere. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, detenzione e spaccio di droga.

L'inchiesta nazionale antidroga coordinata dalla Procura di Firenze nasce da una rissa avvenuta nel 2015 nel centro storico del capoluogo toscano in piazza delle Medaglie d’oro tra albanesi noti per sfruttamento della prostituzione. Il sequestro di un telefono cellulare Blackberry in uso ad uno degli indagati aveva fin da subito evidenziato che il gruppo criminale utilizzava come standard di comunicazione l'applicativo messenger di Blackberry per la conduzione dei propri affari illeciti. Dall'analisi delle conversazioni è emersa la struttura del "cartello" e l'ampiezza della rete di distribuzione della droga. Il capo indiscusso del gruppo, utilizzando diversi e sofisticati sistemi di comunicazione, manteneva i contatti con i narcotrafficanti sudamericani, organizzava le spedizioni di droga, impartiva disposizioni alle cellule di distribuzione dislocate in Italia ed in vari Stati Membri dell'Unione e seguiva il reimpiego degli enormi proventi illeciti dando indicazioni ai suoi complici in Albania, Italia e Olanda circa gli investimenti dei profitti derivanti dall'attività criminale.

Per l'accusa i destinatari delle misure, una trentina in totale, erano a capo di un cartello albanese denominato Kompania Bello, basato su un'organizzazione, spiega la polizia, "in tutto e per tutto parallela a quella dei grandi cartelli sudamericani" e che è da ritenersi "l'indiscusso ed apicale punto di riferimento per i gruppi albanesi specializzati nel traffico di droga". La cocaina importata dal cartello aveva addirittura un suo logo, ‘Bello', impresso sui panetti. Il cartello aveva ramificazioni in Italia, Olanda, Belgio, Ecuador, Austria, Svizzera, Francia, Svizzera, Francia, Norvegia, Turchia, Germania. Il bottino veniva spartito a metà tra gli albanesi e i sudamericani. Uno dei capi dell'organizzazione è stato arrestato a Dubai, dove aveva 5 appartamenti e varie macchina di lusso, tra cui Rolls Royce e Lamborghini. "Le indagini, – ha commentato  il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho – hanno permesso di accertare l'esistenza di una loro sovrastruttura criminale. E' un'operazione internazionale importantissima che ha portato all'evidenza il ruolo dei narcotrafficanti albanesi e ha dimostrato quanto forte sia la capacità delle organizzazioni criminali albanesi, che hanno instaurato stabili rapporti con i narcotrafficanti sudamericani".