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Il caso di Chico Forti

Chico Forti, polemiche per il trattamento in carcere: “Disparità sconvolgente, succedono cose mai viste”

L’associazione “Sbarre di zucchero”, la camera penale e anche altri detenuti parlano di trattamento di favore per Chico Forti, che ad esempio poco dopo il rientro in Italia ha già potuto visitare la mamma: “Come mai non c’è questa sollecitudine anche con gli altri detenuti?”.
A cura di Susanna Picone
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Meloni con Chico Forti
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Prima l’accoglienza in aeroporto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, poi il permesso subito accordato di poter visitare l’anziana mamma: il "trattamento" riservato in questi giorni a Chico Forti – rientrato in Italia dopo 24 anni di carcere negli Stati Uniti per una condanna all’ergastolo per omicidio – sta scatenando polemiche da più parti.

Anche nello stesso carcere di Verona dove Forti è stato portato per scontare la sua pena all’ergastolo: c’è chi parla di una situazione di privilegio per il detenuto tornato dagli Usa, o comunque di un trattamento diverso dagli altri.

Nel mirino anche la visita all’anziana mamma: "Sono molto felice che Chico Forti sia tornato in Italia e che abbia potuto riabbracciare la mamma, ma come mai non c'è questa sollecitudine anche con gli altri detenuti? C'è gente che aspetta da anni per andare a trovare la madre. E a volte c'è chi non riesce ad arrivare nemmeno in cimitero, per salutare il proprio caro deceduto", ha detto tra gli altri Marco Costantini, segretario di "Sbarre di zucchero".

E anche la Camera penale veronese ha avuto qualcosa da dire sul permesso concesso a Chico Forti di vedere la mamma: "Si auspica che la celere tempistica nel rilascio del permesso divenga un trattamento riservato indiscriminatamente a tutti i detenuti", ha scritto il consiglio direttivo in una nota.

A Il Dolomiti ha parlato anche Micaela Tosato, vice presidente dell'Associazione "Sbarre di zucchero": "La disparità di trattamento tra Chico Forti e gli altri 61mila uomini e donne detenuti nelle carceri italiane, a questo punto di serie Z, è sconvolgente. Il riferimento non è solamente a una delle ‘nostre ragazze’ come Annarosa Lorenz, che è entrata in carcere per una condanna definitiva e, qualche giorno dopo, ha perso il padre. Le è stato negato il permesso di recarsi al funerale. Forti, che siamo ben contenti sia potuto rientrare in Italia, ha invece avuto la possibilità di riabbracciare la mamma quattro giorni dopo essere sbarcato all’aeroporto. È giustizia questa? Il fatto che il sindacato di polizia penitenziaria abbia preso una posizione così dura e netta la dice lunga su quanto sta accadendo ed è estremamente indicativo a riguardo".

Tosato ha detto anche di aver ricevuto diverse segnalazioni di familiari di altri detenuti a Verona: "Hanno visto con i loro occhi Forti fare il giro della struttura accompagnato dal personale, quasi fosse un visitatore. Cose mai viste".

Sul rientro in Italia di Chico Forti, intanto, nelle scorse ore è intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha negato qualsiasi corsia preferenziale per l’imprenditore trentino. Su Chico Forti "non ci sono corsie preferenziali. Le critiche sono il sale della libertà e in una democrazia non mi stupiscono. La situazione è chiarissima, l'accordo con gli americani è stato pieno e leale. Ci sarà un'espiazione della pena secondo le leggi italiane che gli americani conoscono perfettamente e abbiamo ottenuto il grande risultato umano che una persona detenuta possa vedere la madre molto anziana e su questo siamo soddisfatti", le parole di Nordio a margine del suo intervento al Festival dell'economia di Trento.

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