Scontro aperto tra medici calabresi e il neo commissario alla sanità della Calabria Guido Longo sulla estrema lentezza della somministrazione vaccini covid che ha portato la regione ad essere l’ultima come percentuale di vaccinati sulle dosi disponibili. Longo e i medici si accusano a vicenda della mancanza di efficienza nel piano vaccini regionale che ad oggi ha portato la Calabria a somministrare poco più di 4mila dosi del siero anticovid Pfizer, solo il 15% del totale delle oltre 25mila dosi disponibili.

Di fronte a numeri così esigui, Longo oltre a minimizzare si è lascito andare facendo intendere  che potrebbe essere colpa dei medici che non aderiscono alla campagna vaccinale che proprio a loro invece è indirizzata in questa prima fase. Il commissario della sanità calabrese, infatti i numeri che parlano di ultima regione sarebbero da ricondurre alla scarsa partecipazione dei camici bianchi. “C’è da dire che il vaccino covid non è comunque obbligatorio, c’è stata un’adesione facoltativa del personale medico, è su basa volontaria” ha spiegato infatti Longo assicurando però che i vaccini “non risulta vadano a rilento”. “Si sta procedendo. C’è stato ovviamente bisogno di organizzarsi. Io non ho questi dati ma, se è così, forse è perché non è obbligatorio” ha aggiunto, concludendo: “Stiamo comunque procedendo, speriamo che l’adesione continui anche perché il vaccino è salutare, bisognerebbe che lo facessero tutti”.

Parole che non sono piaciute ai medici calabresi che a stretto giro hanno rinviato al mittente le accuse. “Dire che c’è una mancata disponibilità dei medici a Vaccinarsi è una affermazione che, oltre che assolutamente infondata, è offensiva per una categoria che fin dall’inizio della pandemia è stata ed è in prima fila nella lotta al Virus, adoperandosi con coraggio, abnegazione e spirito di sacrificio, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica” scrivono infatti i cinque ordini provinciali calabresi in una lettera aperta al comissario. “Tutto ciò, nonostante le “inefficienze” (ad essere buoni) del Sistema sanitario Regionale e l’incapacità dei suoi vertici di assicurare ai calabresi i dovuti servizi essenziali, mettendo a disposizione degli operatori strutture ed organigrammi adeguati e sufficienti” aggiungono i medici, proseguendo: “C’è la notizia che la Calabria continua ad essere ultima tra le Regioni per i LEA assicurati ai propri cittadini. LEA che, addirittura, risultano in decremento rispetto all’ultima rilevazione. Crediamo che di questo Ella si debba prioritariamente preoccupare, unitamente a vigilare e usare i Suoi poteri per efficientare le strutture e i servizi necessarie ad affrontare la crisi epidemica in corso, come ci si aspetta da una Regione di una grande democrazia Europea e come i medici e cittadini calabresi meritano ed hanno diritto”.