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30 Aprile 2020
22:39

Brucia gli abiti da sposa del suo atelier, la protesta dello stilista: “Nessun aiuto”

Il gesto di protesta messo in atto da Pietro Demita, stilista leccese titolare di un atelier nel Salento leader nella produzione di abiti da cerimonia ma costretto come tanti altri alla chiusura per le norme anticontagio che hanno sospeso anche i matrimoni: “Si tratta di un simbolo fortissimo di protesta che faccio a nome di tutti i produttori della mia categoria”.
A cura di Antonio Palma
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Per la fase due nessun riferimento e nessun accenno da parte del Premier Conte e del governo al suo settore commerciale, colpito duramente dalla crisi, è questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso e lo ha spinto a dare fuoco alla collezione di abiti da sposa del suo atelier. È l'eclatante gesto di protesta messo in atto da Pietro Demita, stilista leccese titolare di un atelier nel Salento leader nella produzione di abiti da cerimonia ma costretto come tanti altri alla chiusura per le norme anticontagio che hanno sospeso anche i matrimoni. Lo stilista ha dato fuoco  tutti i capi della nuova collezione sposa 2021 per protestare contro l'assenza di aiuti economici al settore. Si tratta di una decina di pezzi, di fattura artigianale, che lo stesso stilista ha provveduto a incendiare nel retro del magazzino,

"Ho dato fuoco alle mie creazioni, al frutto del mio talento per dare un segnale forte di protesta nei confronti di uno Stato che ha ignorato il nostro mondo, quello del wedding. Dopo le ultime disposizioni governative riguardanti la Fase 2 di questa emergenza, il mondo del wedding che in questo momento rappresento è stato letteralmente abbandonato! Non una data, non una citazione, non un aiuto per noi" Ha spiegato Demita. "Si tratta di un simbolo fortissimo di protesta che faccio a nome di tutti i produttori della mia categoria, ma anche a nome di tutti gli imprenditori che fanno parte del settore nozze, che sono tantissimi e che rischiano tutti di fallire, letteralmente" ha spiegato l'uomo in un video pubblicato sui social.

"Del nostro settore non ne parla nessuno. Questo mio gesto limite possa fare il giro dei media e del web, possa arrivare dritto a chi decide delle nostre vite, perché è impensabile restare in piedi senza un aiuto economico vero, concreto e realmente libero da ogni burocrazia" ha aggiunto  Demita, concludendo: "Do fuoco alle mie creazioni, al frutto del mio talento, all'arte delle mie mani, ma prima di me lo hanno fatto le decisioni economico-politiche, sappiatelo!

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