Un nuovo caso di violenza domestica, stavolta a Biella, dove venerdì scorso i poliziotti sono intervenuti in un appartamento del Vernato per rispondere a una richiesta di aiuto di una donna: il suo compagno, un 54enne, l'aveva appena picchiata e quando gli agenti sono entrati nella sua casa l'hanno trovato con la mano ancora sporca di sangue. La donna, di 31 anni, era stata picchiata poco prima: aveva ancora un occhio chiuso e il naso tumefatto. Come ha spiegato lei stessa era stata colpita con due violenti pugni al volto. Gli agenti hanno quindi tratto arresto in flagranza l'uomo per maltrattamenti accompagnando la donna al pronto soccorso, dove le sono state riscontrate una frattura delle ossa nasali un trauma cranico, escoriazioni e un preoccupante stato di shock. La prognosi è stata di trenta giorni.

Il 54enne, difeso dall'avvocato Marco Romanello, è stato scarcerato e, su disposizione del giudice per le indagini preliminari, subito allontanato dalla casa che condivideva con la vittima, in cui non potrà rientrare senza il permesso del giudice. Il violento inoltre non potrà avvicinarsi al posto di lavoro della donna, né contattare i suoi familiari oppure tentare di contattarla anche telefonicamente. Come ha raccontato la trentunenne, terrorizzata dato che il compagno dopo i pugni l'aveva minacciata, dicendole che se fosse stato arrestato l'avrebbe uccisa, i maltrattamenti erano iniziati da tempo. Quasi una volta alla settimana il 54enne iniziava a insultarla e colpirla per futili motivi, arrivando in un'occasione a stringerle il collo con forza. La trentenne non aveva però mai avuto il coraggio di denunciare le botte e gli insulti. Solo l'ultima violenta aggressione l'aveva spinta a chiamare le forze dell'ordine.