Nadia Bolognini, una delle psicologhe coinvolte nel caso Bibbiano ed ex moglie di un altro degli indagati nell‘inchiesta "Angeli e Demoni", Claudio Foti, è ai domiciliari  dal 27 giugno scorso ma questo non ha impedito che una settimana dopo l'arresto, quindi a scandalo già scoppiato, il dirigente dell’unione dei Comuni dell'Area Nord di Modena le affidasse l'incarico per seguire una bambina tolta alla famiglia e affidata a una comunità familiare in provincia di Parma. Il tutto per un costo complessivo di 510 euro al mese per 2 sedute di psicoterapia da 90 minuti, vale a dire 170 euro l’ora. È il caso che ha portato all'iscrizione di altre tre persone nel registro degli indagati nuovi indagati dell'inchiesta sugli affidi illeciti di Bibbiano.

A denunciare l'accaduto è stato Antonio Platis, consigliere di Forza Italia a Mirandola, in provincia di Modena. "In un atto del 3 luglio 2019, quindi sette giorni dopo lo scoppio del caso Bibbiano, l’Unione Area Nord ha assegnato un incarico “mascherato” alla psicologa Nadia Bolognini. È evidente che il 3 luglio l’Unione Area Nord non poteva non sapere che cosa era accaduto a Bibbiano. Credo che sarebbe stato necessario, da parte dei Servizi Sociali, fare una valutazione se proseguire o meno la collaborazione con questi psicologi vista l’inchiesta in corso" ha spiegato Platis in una intervista a Radio Bruno.

La scoperta è avvenuta quando il consigliere, insieme al collega del Consiglio dell'Unione dei Comuni dell'area Nord modenese Mauro Neri, ha richiesto un accesso agli atti per capire come una minore di Mirandola fosse finita nel centro "La Cura" di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia. Sono venuti fuori così i documenti dell'incarico  alla psicologa e il via libera ai pagamenti mentre la donna era agli arresti domiciliari. "La bambina in questione è stata portata via alla famiglia di Mirandola nel 2011, nel 2013 è stata affidata ad una comunità in provincia di Parma, la Madama Dorè, poi nel 2017 hanno deciso di portare questa bimba a Bibbiano perché sostenevano avesse bisogno di cure specialistiche" ha ricostruito lo stesso Platis

Il consigliere insieme al collega Mauro Neri ha annunciato di voler presentare anche un esposto alla Corte dei conti oltre alla segnalazione alle Procure di Modena e Reggio Emilia. "I Comuni Area Nord pagavano 110 euro ad una Onlus di Parma per tenere la bambina. Agli atti abbiamo trovato un documento in cui questa Onlus dice ‘dato che voi volete proseguire la terapia con Nadia Bolognini, mi faccio carico io delle spese, di questi 510 euro, ma voi aumentate la tariffa giornaliera che ci pagate a 127 euro al giorno per tenere la minore'. In questo modo quindi è stata aggirata la normativa sugli incarichi, ed è stato dato l’affidamento alla Bolognini" ha spiegato infatti Platis. No solo, come ha sottolineato giornalista Pablo Trincia, dai documenti emerge anche un conflitto d’interessi visto che della comunità parmense in cui era ospite la minore è responsabile Romina Sani Brenelli, membro del direttivo di “Rompere il Silenzio” diretto da Claudio Foti e di cui fa parte la stessa Bolognini.