Con un'operazione scattata questa mattina all'alba, i carabinieri del comando provinciale di Bari, con l’ausilio di unità cinofile e di un elicottero, hanno eseguito oggi tredici ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone coinvolte in un vasto giro di sostanze stupefacenti in diversi centri della regione. Gli ordini di arresto, disposti dal gip del tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia barese, infatti hanno permesso di smantellare un vero e proprio cartello della droga operante fra le città di Trani, Bisceglie, Corato e Terlizzi e dedito allo smercio di cocaina, hashish, marijuana ed eroina. Agli arrestati sono contestate a vario titolo le accuse di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico di droga, spaccio e possesso di armi.

Durante le indagini che questa mattina hanno portato agli arresti, infatti, erano state ritrovate anche alcune armi con relative munizioni. Tra i componenti del gruppo malavitoso vi era anche un uomo vicino al clan Capriati di Bari vecchia. E proprio intercettando l'uomo i carabinieri si sono trovati di fronte ad una sconvolgente realtà in cui i più giovani venivano indottrinati per entrare nell'organizzazione criminale. In particolare i militari hanno intercettato una vera e propria lezione di “mafiosità” impartita dal padre affiliato al figlio 16enne aspirante criminale durante una normale conversazione. A registrare il dialogo le microspie piazzate dagli investigatori nell'auto dell'uomo. Nel colloquio il padre spiega al figlio nei dettagli tutti i passaggi della scala gerarchica criminale fornendo una accurata distinzione fra i vari gradi di affiliazione. Incalzato dalle domande del giovane, l’uomo infatti spiega tutti i livelli all’interno dell’associazione:  dal "picciotto" e "camorrista" al "crimine" e "medaglione", passando per "sgarro" e "santo".