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13 Maggio 2021
19:12

Arsenale da guerra nascosto in masseria: arresto per giudice De Benedictis e militare dell’esercito

Nuovo ordine di custodia cautelare in carcere per l’ex gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, già arrestato con l’accusa di corruzione in atti giudiziari per aver intascato mazzette in cambio di provvedimenti a favore degli imputati. È accusato di essere uno dei proprietari dell’arsenale trovato ad Andria e composto da oltre 200 armi tra cui kalashnikov, fucili d’assalto e mitragliette UZI.
A cura di Antonio Palma
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Nuovi guai per l’ex gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, già arrestato nell’aprile scorso con l’accusa di corruzione in atti giudiziari per aver intascato mazzette in cambio di provvedimenti a favore delgi imputati. Nei suoi confronti nelle scorse ore il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce ha emesso un nuovo ordine di custodia cautelare in carcere nell’ambito delle indagini sul vero e proprio arsenale da guerra scoperto due settimane fa in una masseria nelle campagne di Andria. Con lui arrestato anche un militare dell’esercito, un caporal maggior di 43 anni incensurato ma, secondo gli inquirenti, in collegamento con alcuni trafficanti d’armi dell’area metropolitana barese.

Per i magistrati del capoluogo pugliese infatti quelle armi sarebbero state nella disponibilità proprio dell’ormai ex giudice De Benedictis e del militare. Per questo per entrambi le accuse sono di traffico e detenzione di armi ed esplosivi, anche da guerra, del relativo munizionamento e di ricettazione. Per la polizia, tra gli oltre 200 pezzi rinvenuti in un pozzo della masseria sottostante un deposito degli attrezzi, vi erano armi antiche di cui De Benedictis era collezionasti ma anche moltissime armi molto più recenti tra cui fucili mitragliatori, fucili a pompa, mitragliette comunemente usate dalla criminalità organizzata in agguati armati.

Le indagini erano partite inizialmente per capire i rapporti del Caporal Maggiore Scelto dell’Esercito con soggetti criminali della zona ma nel prosieguo dell’attività investigativa era emerso che il 43enne frequentava abitualmente il giudice 59enne, all’epoca dei fatti Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari. Nel corso dei loro incontri, i due discutevano spesso di armi, di come procacciarsele e di come occultarle. Per questo gli inquirenti si sono concentrati sul nascondiglio ma, dopo l’arresto del giudice, avvenuto lo scorso 24 aprile, gli altri due soggetti sono diventati ancora più attenti nell’incontrarsi e nel discutere al telefono delle questioni relative alle armi. Lo scorso 29 aprile, però, a seguito di una perquisizione a tappeto la polizia ha scoperto il covo in una proprietà di un imprenditore andriese arrestato quindi in flagranza di reato

Le indagini della polizia ora si concentrano sulla provenienza delle armi con accertamenti balistici che dovranno individuare anche l’eventuale uso. Si tratta di un micidiale arsenale tra cui kalashnikov, fucili d’assalto AR15, 6 mitragliatrici pesanti Beretta MG 42, 10 MAB, 3 mitragliette UZI, armi antiche e storiche, pistole di vario tipo e marca, esplosivi, bombe a mano ed una mina anticarro, oltre a circa 100.000 munizioni di vario calibro.

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