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9 Novembre 2022
17:58

Andora, la città dove da mesi dai rubinetti esce acqua di mare salata

Il calvario che da oltre cinque mesi sono costretti a vivere quotidianamente i residenti della cittadina ligure perché dai rubinetti non esce più acqua dolce ma bensì acqua di mare.
A cura di Antonio Palma
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“Non è solo questione di acqua potabile da bere, usando l’acqua dei rubinetti tutti i giorni, si arrugginisce tutto”, così uno dei residenti di Andora, piccola cittadina della provincia di Savona, in Liguria, descrive il calvario che da oltre cinque mesi sono costretti a vivere quotidianamente i cittadini perché dai rubinetti non esce più acqua dolce ma bensì acqua di mare. Una situazione diventata insostenibile per la popolazione e che ancora non ha una soluzione, nonostante l’intervento di Provincia e Regione e una interrogazione parlamentare.

Dalle abitazioni alle attività commerciali i disagi sono tantissimi tra persone che non si possono lavare ai parrucchieri,  ristoranti e bar che si ritrovano strumenti arrugginiti dalla salsedine senza poter dare un buon servizio ai clienti. Alla base di tutto ci sarebbero la siccità, con i pozzi scesi a livelli critici, ma anche le rotture troppo frequenti delle vecchie tubature. Il cuneo salino così si è insinuato sempre di più nell'entroterra con il conseguente movimento di acqua dal mare verso le abitazioni.

Il sindaco Mauro Demichelis
Il sindaco Mauro Demichelis

Il sindaco Mauro Demichelis accusa Rivieracqua, la società pubblica che si occupa di gestire il Servizio Idrico Integrato del territorio. “Abbiamo una media di 20 rotture a settimana sulle condotte dell'acquedotto gestite da Rivieracqua. Il cuneo salino, danneggia le tubazioni, ma il comune, per legge, non può intervenire direttamente sulla rete dal 2016” ha accusato il primo cittadino. “La società per ora si è limitata a trasmettere all'Asl, Regione e Ato una relazione in cui evidenzia che i nostri pozzi hanno patito più di altri la prolungata siccità per le caratteristiche naturali della vallata” ha aggiunto.

Un tavolo tecnico in Regione non ha trovato una soluzione immediata. Per il momento siamo ancora nella fase di studio del problema con il via libera all’affidamento della consulenza all’Università di Firenze che sarà finanziata dalla Protezione civile regionale, allo scopo di trovare una "soluzione idonea”.

Nel frattempo si avanzano proposte per lenire i disagi alla cittadinanza come quella di un allacciamento con la rete idrica di Villanova d'Albenga.  “Lo studio dovrà dire se è possibile il collegamento con Villanova prospettato da tempo come soluzione nel breve periodo o trovare soluzioni alternative. In questo modo avremo un soggetto terzo che verificherà la situazione: una garanzia per i cittadini e per tutte le realtà coinvolte" ha dichiarato il sindaco.

Accantonata invece l’idea di utilizzare dei desalinizzatori mobili perché renderebbe ancor più grave il cuneo salino e avrebbe alte quantità di residui con rischio di forte compromissione dell'ecosistema marino.

Per tamponare la situazione, almeno per le persone con maggiori problemi come gli anziani, il Comune ha deciso di attivare un servizio di consegna a domicilio dell’acqua dolce dai boccioni. Il servizio sarà effettuato dai volontari del Gruppo comunale di Protezione Civile che ritireranno a casa i contenitori e li riporteranno pieni, su richiesta.

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