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27 Novembre 2017
22:07

Amburgo, liberato l’attivista italiano Fabio Vettorel. Era detenuto dai giorni del G20

Il giovane attivista politico era in carcere da luglio, da quando venne arrestato durante i disordini del G20. A suo carico, però, non sono mai state portate prove schiaccianti.
A cura di Davide Falcioni
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Fabio Vettorel, il giovane attivista italiano arrestato a luglio durante gli scontri del G20 ad Amburgo, è stato rimesso in libertà oggi pomeriggio. La Cassazione si era pronunciata a favore della scarcerazione venerdì scorso, ponendo tuttavia due condizioni procedurali, ovvero il pagamento di una cauzione da 10 mila euro a nome del diciottenne e la nomina di un procuratore sul luogo.

Fabio Vettorel era stato arrestato con l'accusa di disturbo della quiete pubblica aggravata dall'intento di causare danni attraverso oggetti pericolosi durante le proteste indette la scorsa estate contro il meeting dei venti grandi della terra. Secondo le autorità tedesche il giovanissimo attivista avrebbe fatto parte di un gruppo di 150-200 persone vestite di nero che, armate di sassi e petardi, avrebbero attaccato un gruppo di agenti di polizia. La famiglia finora ha respinto radicalmente le accuse: "Nessun testimone ha riconosciuto Fabio", aveva dichiarato la madre alcuni giorni fa. "E' accusato di fare parte di un gruppo, una parte del quale sarebbe stato responsabile dell'aggressione". Quest'estate più volte sui giornali tedeschi, come SZ o Welt, si è parlato di un video che avrebbe ripreso le immagini degli scontri durante il G-20. Dalle immagini era difficile scorgere qualche segno di riconoscimento plausibile, aveva sostenuto allora l'avvocato della difesa di Vettorel.

Malgrado sia stato scarcerato Fabio Vettorel non potrà lasciare la città tedesca e dovrà risiedere presso la madre, che nel frattempo ha preso un appartamento ad Amburgo per poter stare accanto al figlio durante tutta la durata del processo. Il 18enne inoltre dovrà firmare tre volte alla settimana presso la polizia.  Le accuse che gli vengono mosse sono, a detta del suo avvocato, generiche e non provate. E' rimasto tutto questo periodo in carcere preventivo perché si temeva un pericolo di fuga e di inquinamento delle prove da parte sua.

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