Da anni combatteva contro la fibrosi epatica congenita. Una malattia rara che però non le aveva impedito di portare a termine una gravidanza tanto desiderata. Si è spenta a 50 anni Debora Mei. Maceratese, lascia il compagno Riccardo, col quale si era sposata a maggio, e Stefano, il suo unico figlio. Era in lista d’attesa per un trapianto di fegato, 16 anni fa, quando aveva scoperto di aspettare il suo bambino. Con la sua malattia, i medici avevano escluso che potesse rimanere incinta, e poi che riuscisse a portare a termine la gravidanza. Debora però aveva deciso di provarci, di avere fiducia in quel figlio insperato, si era tolta dalle liste d’attesa e aveva messo al mondo Stefano. Un parto molto complicato, ma alla fine il piccolo era sano e lei se l’era cavata. Poi col tempo la malattia è peggiorata, altri organi sono risultati compromessi. Proprio quando le speranze sembravano ormai finite, dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo le hanno comunicato che c’era la possibilità di un trapianto. La donna è stata sottoposta a un intervento di 12 ore per l’impianto di cinque organi. Un’operazione complicata, ma che era riuscita. Purtroppo però i problemi sono arrivati da una piccola protesi all’aorta. Per risolverli, l’altro ieri si è sottoposta a un altro lungo intervento che le è stato fatale.

Una “piccola guerriera” Debora. Una donna che “ha vinto comunque”. Così si legge in uno dei tantissimi commenti all’ultimo post che aveva pubblicato solo 3 giorni fa. “Per un po' non mi leggerete. Se gradite sentite Riccardo. Grazie”. In molti stanno dimostrando la vicinanza alla sua famiglia in queste ore così dolorose.  “Era una forza della natura – la ricorda al Resto Del Carlino un’amica, l’avvocato Roberta Ippoliti –, non l’ho mai sentita piangere, anzi, nonostante soffrisse da tanti anni aveva sempre una parola per tutti tanto che pensavo che avesse giornate di 72 ore per quanto riusciva a essere presente con le persone che le erano care. La sua risata era bellissima da vedere e da ascoltare, coinvolgente. Faceva delle ceramiche stupende. Trovava sempre qualcosa di positivo in quello che le accadeva, non si fermava mai, anche in ospedale aveva collaborato per una campagna promozionale. Aveva anche voluto rendere pubblico il suo percorso per far sapere che una cura c’era, che il trapianto era possibile. Chi non l’ha conosciuta ha davvero perso tanto”.

La camera ardente sarà allestita oggi dalle ore 15.30 nella casa funeraria della Croce Verde Servizi, in contrada Chienti a Sforzacosta. I funerali saranno celebrati domani, sabato 8 febbraio, alle 10 nella chiesa del Santissimo Sacramento, a Macerata. La salma sarà tumulata al cimitero di Recanati.